militante rivoluzionaria, nata a Pietroburgo nel 1872, dopo varie esperienze di lotta in vari paesi tornò in Russia nel 1917, partecipò alla rivoluzione d'ottobre e fu commissaria del popolo per l'assistenza pubblica. Dal 1920 responsabile del settore femminile del partito, nel 1921 redasse il manifesto dell'"Opposizione operaia", e fu allontanata dalla Russia con incarichi diplomatici in Norvegia, in Messico e in Svezia. Tornò in Urss nel 1945 e morì a Mosca nel 1952.
Opere di Aleksandra Kollontaj:
in italiano cfr. l'Autobiografia, Palazzi, Milano 1973, poi Feltrinelli, Milano 1975; (a cura di Mariella Gramaglia),
Comunismo, famiglia, morale sessuale, Savelli, Roma 1976; Vassilissa, Roma 1978;
l'opuscolo Largo all'eros alato, "Avvenimenti", Roma 1993.
Opere su Aleksandra Kollontaj: Claudio Fracassi, Aleksandra Kollontaj e la rivoluzione sessuale, Editori Riuniti, Roma 1977;
Gabriele Raether, Aleksandra Kollontaj, Erre Emme, Roma 1996.
Aleksandra Kollontaj (1872-1952), giornalista e scrittrice fu portavoce dei diritti della donna nuova
Sostiene la necessita' della piena espressione spirituale ed intellettuale della donna senza comunque perdere di vista, conformemente alla sua formazione marxista, l'aspetto materiale della sessualità. Pur facendo sempre riferimento all'amore eterosessuale, infatti, la Kollontaj ritiene che la vessazione maschile sulla donna possa condurla, in alcuni casi, a desiderare l'intimità con altre donne. Queste idee sono condivise, negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione, da altre femministe che, se da un lato sostengono il diritto della donna di concedersi ogni tipo di piacere, mantengono comunque un tradizionale atteggiamento di mitizzazione della maternità, considerata l'esperienza emotiva più appagante.Le teorie della Kollontaj muovono ad un ideale di "amore alato" (krylataja ljubov), libero e giocoso, che rientra nel novero delle molte utopie generatesi sulla scia del successo della Rivoluzione d'Ottobre. L'evoluzione e l'attenuazione di questo ideale da parte della stessa Kollontaj, che , dopo essere stata duramente criticata per il timore che le sue teorie potessero rivelarsi pericolose, specialmente per i giovani sovietici, ripiega su un più moderato modello di amore cameratesco (ljubov tovarishestvo), costituisce il primo passo verso quel progressivo ripiegamento che culminerà, in epoca staliniana, in un vero e proprio ritorno all'ordine.
[Francesca Solari: Metamorfosi e volo]