La luce diffusa è verde, la cameriera (che Alice dice che sembra uscita da Blade Runner) ci dice di sederci ad un grande
tavolo lontano (lontano dalle ragazze), in un separé, nell'angolo.
Gli uomini non vogliono venire, soltanto noi ci sediamo là in fondo.
I primi tre che si riescono a sedere
vicino alle ragazze nell'unico tavolo libero "da tre" sono Brave-heart, Marco-il-romano e Marcello
. Si siedono come quando si gioca a
quel gioco nel quale si toglie una sedia alla volta e si gira tutti intorno alle sedie rimaste.
Stefano, Maurizio, Marco-il-genovese, Leopoldo, Andrea vengono
nell'angolo a sedersi con noi. Al nostro tavolo comunque c'è Michal che ci spiega cosa c'è nel menu, quindi mangiamo
quasi quello che volevamo.
Al tavolo dei tre pretendenti invece ordinano a casaccio, chiaccherano ad alta voce, ma
nessuno dei tre osa dire una parola alle ragazze che dopo 10 minuti se ne vanno.
Finita la cena nessuno ha più voglia di guidare. Chiediamo se c'è un posto dove dormire e ci indicano un albergo in fondo al paese. Perfetto.. il parcheggio custodito.
no, non c'è tempo di andare a fare colazione, la strada è lungaPartiamo per Lvov. Ripassiamo davanti al ristorante di ieri sera perché Alice ha dimenticato il suo anello, ma è chiuso. Peccato!
| anche cavalli, carri | |
qui nella piazza c'era il palco, fino laggiù era tutto chiuso e c'erano le transenne per non fare andare la gente in mezzo alla strada...Finalmente arriviamo all'albergo. Alla reception (tanto per cambiare) ci dicono che non hanno nessuna prenotazione a nostro nome. Ci accompagnano al bar dalla direttrice che invece si ricorda di noi e con aria complice ci dice
vi aspettavo, è tutto prontoConcordiamo con lei che se ci fa lo sconto prendiamo tutti la camera lì. Ci fa lo sconto
per domani mattina a colazione..Ceniamo attorniati dai vari clienti seduti in diversi tavoli che hanno invitato tutti una o più ragazze a mangiare.
Io non me ne accorgo e chiudo il finestrino per sentire cosa dice. Alice (mi racconta dopo) muore e per salvarsi prende il ventagliio. Il tizio fa anche degli strani rumori con la bocca. Michal si schifa. Io non capisco cosa succede e racconto al tipo quanto ci piace l'Ukrajna e che sappiamo anche una canzone e gliela canto. Quando il tipo scende fuori città Alice è furibonda e intossicata.
Viaggiamo tutto il giorno. Alice è persa nella lettura di un libro che le ha prestato Marco-il-genovese, "Soltanto
amici" di Robin Sysman, 200 pagine d'amore e ironia, dice.
Facciamo una sosta sola. Mangiamo qualche cracker, l'insalatissima e due gelati.
Lungo la strada sempre mucche dappertutto, ce n'è una perfino nell'aiuola spartitraffico tra le due corsie di un pezzo di autostrada. Anzi non la chiamerei autostrada, il limite è dei 90 e, a tratti, ci sono i centri abitatati, cioè loro li chiamano centri abitati (anche se di case ce ne sono tre), per darti le multe.
Al primo di questi
"centri" infatti mi fermano! Quelli dietro, che se ne accorgono in tempo, proseguono. Io so che purtroppo in Ukrajna da circa tre mesi c'è una nuova
legge in vigore: non si possono pagare multe per la strada. Questo è il trucco che hanno organizzato per cercare di
evitare la corruzione dei poliziotti. I poliziotti dovrebbero darti la multa che poi si paga al SUD (?). Io sapevo di
questa novità perché me l'aveva raccontato una mia cliente sposata a Torino e che era tornata a Odessa a trovare i
parenti. Per gli stranieri però questo è purtroppo un aggravio di spese perché ditemi chi ha voglia di andare a cercare il
SUD e poi tornare dal poliziotto a riprendersi i documenti che nel frattempo lui detiene in ostaggio. Nessuno. Quindi i
poliziotti ti "fanno il piacere" di andare loro a pagare la multa che ti danno. Con un po' di mancia... e senza
ricevuta!
I miei poliziotti stimano "multa-e-disturbo" 225 grivni che sono più o meno 112.000 lire. Io, anche se non sono
in vena, attacco a fare la scena. Questa volta non posso negare, quindi chiedo scusa.
| Izvinite, gaspadin | scusate signore |
| izvinite, izvinite, sichas ja medleno | scusate, scusate, io adesso lentamente |
| ne straf pazhalusta | no la multa prego |
| ja rabotaju vsio den | io lavoro tutto il giorno (ma mi sa che la declinazione sia sbagliata) |
| u minja net denghi | non ho soldi |
Arriviamo a Kiev verso le 4 e mezzo del pomeriggio, giriamo mezz'ora per trovare l'hotel DzhuljaniJulien, l'albergo
dell'aeroporto Dzhuljen (è l'albergo dei piloti delle linee interne), pittosto economico e decisamente spartano, Alice
dice che fa schifo.
[nota di Michal: la camera singola 105 grivny, la doppia 120 e la tripla 162]
Con Marco-il-genovese va in cerca di una tessera telefonica ma
l'ufficio è chiuso e non riesce a capire dove si possa comprarne all'infuori di lì: è furiosa.
Prima della solita cena da McDonald's, accompagnamo da un meccanico Marco-il-romano: il suo problemino è la marmitta dell'Alfa
che si è staccata e ha fatto fondere il paraurti. Il ragazzo, giovanissimo, fa un lavoro eccellente.
Alle 10 siamo già a letto, domani c'è il meeting di Kijev e sarà dura...