Davanti a noi un carro armato, ne approfittiamo, andando piano per cercare dove posteggiare, per fargli le fotografie.
Non capisco cosa mi dicono, non so dire una parola di russo, all'albergo non capiscono niente, io per tutto il viaggio ho solo guidato, ho lasciato sempre a Maurizio l'incarico di chiedere informazioni, di fare benzina, di chiedere dove e di andare a cambiare i soldi. Ora sono in una situazione allucinante. Il furgone non parte, non si capisce perché, qui nessuno capisce niente, ho già cambiato 4 meccanici, non ho nemmeno tanti soldi contanti, non ho più dollari, solo lire e carta di credito e qui la carta di credito non la prende nessuno.... le lire figuriamoci.(Ma, e se fosse vero?) Cerco di tranquillizzarlo, gli dico di prendere un tassì e di farsi portare nella banca centrale, li l le cambiano di sicuro. Gli dico anche che può chiamarci quando ha il meccanico di fronte a lui in modo da farlo m'parlare con Michal, mi faccio dire che pezzo si è rotto, ma non lo sa forse, nemmeno lui. Ci vuole un centro di assistenza mercedes.
Ma, a parte che telefonando noi, quello non parte mica per Krivoj Rog. Bisogna che un meccanico di Krivoj Rog che lui conosce si metta d'accordo. Ma poi non possiamo mica decidere prima di dirlo a Stefano.. E bisogna ancora vedere se è tutto veroStefano chiama di nuovo
Non lasciatemi qui...Lo lasciamo molto demoralizzato che non ha deciso nulla. Intanto in fondo, in fondo ci crediamo sempre meno.Ma Stefano, cosa posso fare? domani abbiamo il meeting a Simferopol, stiamo allontanandoci sempre di più, non posso tornare indietro, Dopo Simferopol andiamo ancora a est e poi saliamo. E poi cosa serve che noi veniamo lì? Se vuole un interprete le do il numero di telefono, a Krivoj Rog ne conosco, ma per il reso a Lei ci vuole un meccanico
La strada è ancora lunga, fa un caldo spaventoso, chiedo a Michal di dirmi quanto manca al mare, ma che sia un mare decente, lui vorrebbe fermarsi dove c'è un canale. C'è gente che prende il sole, qualcuno fa i tuffi da un ponte, ma le rive sono scivolose, mi fa paura, Alice non insiste. Maurizio nemmeno. Proseguiamo.
Sono passate le tre quando arriviamo alla "frontiera" con la Crimea. Ferma davanti a noi c'è una moto! Sono Massimo e
Cesare!
Passiamo e ci fermiamo 100 metri dopo: gli hanno fatto pagare la tassa di ingresso, sono rimasti senza benzina.. sono
morti di caldo.
Non mi ricordavo del caldo, noi dobbiamo trovare il mare. Gli spieghiamo che non andiamo direttamente a Simferopol
stasera. Ora andiamo a destra, al mare. Non abbiamo mai fatto questa strada. Domani mattina saremo a Simferopol.
Ci inoltriamo in Crimea. Kilometri e kilometri di terra, nessun albero, nessuna casa, niente. Ogni tanto un cartello che indica un centro abitato e non si vede anima viva, neanche un casolare, assolutamente nulla. Poi, in lontananza un gregge di mucche (forse i greggi sono solo di pecore?), mucche e cavalli con un uomo in mezzo che non so dove andrà a dormire. All'orizzonte (qui sembra un mare fatto con la terra) nulla. La strada corre sempre uguale verso il mare. Ci arriviamo alle 6 e mezzo. Michal mi dice che questa dove stiamo andando è una striscia di terra protesa nel mare. C'è un passaggio a livello. No, è un pedaggio. Vogliono 5 grivni per farci entrare. Ma è sera.. 4 grivni. Michal vorrebbe contrattare, gli piace. Basta, voglio andare al mare. E riparto ai 50 all'ora sullo sterrato con una nuvola di polvere dietro di me fin ché arriviamo alla spiaggia. Ci sono le tende, il mare da entrambe le parti. Che strano, a destra le onde, a sinista calmo come un lago. Scegliamo la destra.
Arrivati sulla riva i cambio idea. E' pieno di meduse morte sulla riva. Che paura. Poi non fa più il caldo di prima. Alice nuota un po'.
Ora proseguiamo verso Evpatoria, siamo un po' all'interno, il mare non si vede più. E' quasi buio, ma le pochissime
macchine che incrociamo non hanno i fari accesi, non capisco il motivo. La visibilità è poca, il paesaggio sembra
lunare.
E' gia buio quando arriviamo in un grosso paese pieno di gente, Tchornimore (vuol dire mar Nero). E' un posto
turistico, tutti quelli a cui chiediamo indicazioni ci dicono che loro sono lì in vacanza e non sanno niente. Sono
stanca di guidare, decidiamo di dormire lì. Cerchiamo un albergo.
Incredibilmente ne troviamo uno che pare "uno dei nostri": quelle pensioni sulla riviera ligure con il giardinetto
davanti e i dondoli. Speranzosi chiediamo se c'è posto, ma il posto non c'è. La signora della reception però è
carina e simpatica e si mette a telefonare e poi ci dice di proseguire per un kilometro circa e vedremo sulla strada una
"signora grassa" che ora va ad aspettarci per spiegarci dove andare!
Riprendiamo la macchina e nel buio più assoluto infatti dopo un po' la vediamo, è là che gesticola e ci dice di seguirla. Cammina davanti a noi in un sentiero sconnesso e pieno buche, ma soltanto 100 metri. Poi ci mostra le camere, in una casa appena costruita, tutto pulito, il parcheggio nel cortile. Perfetto, se non che le camere sono solo due, ma ad Alice non importa:
posso dormire anche in camera con MaurizioMaurizio fa:
io sono un gentiluomoio non ne avevo dubbi.
Pagamento anticipato, tre dollari a testa.
Torniamo in paese a cenare e anche lì le sorprese non finiscono, perché mangiamo benissimo in un ristorante pieno di
gente, con l'orchestra e sotto un pergolato.
Tchornimore, bisogna segnarselo