Quando avevamo visto la cittadina 4 anni fa era una giornata di pioggia e vento, non c'era quasi nessuno per le strade e il mare sbatteva furioso contro il
muretto che separa la passeggiata dagli scogli. Alice correva vicino per prendersi gli spruzzi delle onde ed
io avevo paura che qualche onda più grossa la investisse. Poi aveva smesso di giocare perché d'improvviso eravamo
stati sorpresi da una pioggia torrenziale che in un minuto ci aveva inzuppati tutti.
Oggi è tutto diverso, in riva
al mare è pieno di gente e il mare è piatto. Facciamo tutti il bagno e poi belli freschi partiamo per Simferopol.
Anche se ci arriviamo con grande anticipo decidiamo lo stesso di chiedere alla reception di vedere la sala. Non sarà
mai che ci dicano che non l'abbiamo prenotata!..
Sconsolati discutiamo mezz'ora con la ragazza della reception,
quando poi arriva il direttore che anche lui cade dalle nuvole, Michal gli ripete per filo e per segno le quattro o
cinque telefonate fatte a giugno:
Le ho chiesto se avevate una sala e Lei mi ha risposto di sì, mi ha detto quanto costava e che poi aspettava un nostro fax. Quando all'ennesimo tentativo Le ho ritelefonato per dirLe che il fax non funzionava mi ha risposto di mandarlo l'indomani che lo avrebbe fatto revisionare. L'indomani mi ha detto che purtroppo il fax era rotto e che si prendeva nota della prenotazione. Le abbiamo anche anticipato che ci sarebbero stati circa una decina di nostri clienti che avevano bisogno della camera e Lei ci aveva confermato che il posto ci sarebbe stato...Ora si ricorda tutto, si profonde in scuse e si fa in quattro per farsi perdonare. Ci accompagna all'ottavo piano dove si fa aprire una sala da una sonnolente cameriera. La sala è adibita a lavanderia, infatti dalle pareti corrono fili stesi con lenzuola ed asciugamani appesi. Accatastati contro il muro ci sono delle file di sedie (quelle dei cinema tutte attaccate fra loro) e qualche tavolino.
A un certo punto arriva Stefano, (quel ragazzo di Genova che sarebbe dovuto venire con noi, ma che aveva preferito fermarsi a Kijev con Viktoria,la ragazza con la quale si era appena incontrato), con Viktoria! Lei è una bellissima ragazza iscritta da tanto tempo, l'abbiamo conosciuta nel meeting di Kijev del '95! Pur così carina non eravamo riusciti ancora a presentarle qualcuno che le interessasse... Finalmente ce l'abbiamo fatta. Sono davvero una bella coppia!
Maurizio chiacchera tutto il pomeriggio con una bellissima ragazza bruna e ci dice che l'indomani lui si fermerebbe a Simferopol per poterla rivedere. Stefano intanto ha telefonato che sta partendo da Krivoj-Rog (finalmente!) e che ci precede direttamente a Mariupol dove noi arriveremo venerdì.
| l'ultima fotografia della giornata Michal la fa dal balcone: là in fondo c'è Cesare che sta andandosene con due.. (tre.. quattro?) ragazze |
Al meeting partecipa anche Giuseppe, un cliente che è arrivato oggi direttamente da Napoli perché deve andare a Sevastopol per conoscere una ragazza che gli ha fatto un mese fa la proposta di incontro.
Quando finisce il meeting infatti partiamo con lui dietro di noi, per aiutarlo ad uscire dalla città nella giusta direzione (anche noi dobbiamo andare verso Sevastopol). Facciamo una tappa incredibile dal distributore: lui deve fare benzina, scende, noi lo aspettiamo, dopo un po lo sentiamo discutere, aspettiamo ancora poi dico a Michal di andare a vedere, Michal torna e mi dice
non capisco nientee così, io traduco dal napoletano in italiano a Michal che traduce in russo e cerca di metterli d'accordo...
non capisci cosa?
non capisco quello che dice..
diccirillo, aggio messo 20 litri di gasolio, gli detti i soldi alla cassa, gl'adda abbastà, non mi dette il resto, nulla, nulla, chisto me vvuole ffregà, diccirillo, gli dissi di mettere di nuovo gasolio e ora vuole pagati 40 litri... nun cce li mise 40 litri, diccirillo.. qui tutti, tutti mi vvogliono ffaffesso. non mi dette il resto, guarda, guarda, faci'te comme vuli'te...era quel "diccirillo" che confondeva il discorso
traduci, questa è acqua, l'acqua Vera, la migliore che c'è, non è nemmeno gasata, un po' calda, ma basta metterla in frigo
Lo lasciamo sull'autostrada per Sevastopol, ci saluta facendosi il segno della croce, noi giriamo per andare a Bachtchisaraj, l'antichissima capitale della Crimea
Prima di arrivare nel paese (ci siamo già stati anche qui e sappiamo che la parte "nuova" è soltanto un paesino, non abbiamo mai visto però la zona archeologica) vediamo l'insegna "gotel" e non mi pare vero. Avevo molti dubbi di trovare lì da dormire. Ci fermiamo quindi subito e andiamo a vedere. Perfetto, la camera a tre letti c'è, la signora ci accompagna a vedere e, a spallate, apre la porta della camera che era incastrata:
la doccia è in fondo al corridoio, solo acqua fredda, intanto fa caldo. Qui fuori c'è il bar. Per il posteggio non c'è problema, vi accompagno ioMichal e Alice scaricano lo stretto necessario, la signora della reception che ci deve far vedere dov'è il posteggio, sale in macchina, e mentre aspettiamo Michal e Alice, mi racconta in russo una storia di turchi che hanno ammazzato qualcuno, fa il gesto di uno che taglia la gola, io non capisco nulla e sono piuttosto angosciata, poi partiamo e facciamo almeno un kilometro per il posteggio, un kilometro che poi dobbiamo farci al ritorno a piedi...
venivano tanti turisti, io prendevo un bello stipendio, potevo comprarmi la televisione, l'estate andavo in vacanza, ora devo lavorare dodici ore al giorno non ho nemmeno un giorno libero, mai, e al mare che sono 30 kilometri, non ci posso andare, si è rotta la televisione..prende 120 grivni al mese, 60 mila lire. La nostra camera costa 40 grivni.
COMPRIAMO CAPELLI, 300 GRIVNI..capelli umani? mi fa impressione, continuo a camminare col pensiero di ragazze con i capelli tagliati
Ci dirigiamo verso la parte antica del paese, Michal racconta tante cose, i romani, i turchi, non so cosa aspettarmi e quando arriviamo mi rendo conto che valeva veramente la pena di fare questo giro: il castello, la reggia sono davvero spettacolari. Passeggiamo nel cimitero tra le tombe dei re ottomani, siamo in un'altra dimensione
Michal è entusiasta..
guarda i merletti coi quali è decorato il castello sono stati copiati dall'ombra del sole tra le foglie! | |
| Giriamo nel parco, Alice si fa fare le fotografie vestita da damigella | |
Ci dicono di andare a visitare anche il monastero, oramai sono nello spirito del turista e quindi d'accordo nel proseguire... non l'avessi mai fatto! Circa tre kilometri in salita sotto il sole cocente! Quando arriviamo in punta non sembra vero, case costruite nella roccia, il rumore del vento che soffia nella gola della montagna.
Certo che come giorno di riposo l'abbiamo cominciato proprio bene.. Arrivati in fondo alla discesa ci fermiamo a guardare le bancarelle con i prodotti d'artigianato locale. Michal si ferma vicino ad un banchetto con delle grandi frittelle abbastanza bisunte e mi chiede se ne voglio provare. Sono piuttosto scettica, poi fa caldo, ma la ragazza del banchetto ce le sta già preparando come se fossero panini:.. buonissime. Le chiamano tcheburetcni, frittellone di cipolle.
Ripartiamo, Michal con la cartina in mano non promette niente di buono... come navigatore è terribile, riesce sempre a trovare la strada più corta, non fa nulla se sterrata, con una pendenza del 20 per 100..
Infatti ci siamo, una salita di 6 kilometri tutta in prima, davanti a noi un camion pieno di gente nel cassone, allegri e stupiti ci salutano, in un tornante supero e li inondo di una nuvola di polvere. Mi dispiace.
ma dove arriviamo con questa strada?Non faccio a tempo a finire la frase e davanti a noi c'è uno dei più suggestivi spettacoli che io abbia mai visto.
ora scenderemo al mare e laggiù, a metà strada tra noi, in punta alla montagna e il mare, la basilica di Foros
| noi eravamo lassù... |
| Alice è matta |
| queste foto le ha scattate Michal, per farmi, poi, spaventare.. ma è spaventato anche lui |
Eravamo davvero in alto, per arrivare al mare ci mettiamo quasi un'ora. Non sappiamo nemmeno se potremo fare il bagno perché non sappiamo come arrivarci, chiediamo indicazioni ad una coppia su di una scassatissima macchina che incrociamo in un tornante e ci dicono:
ancora avanti, 500 metri e arrivate nel posto più bello del mondo!
| Tanto ottimismo ci rincuora, ma finalmente arriviamo e il posto non è male, l'acqua limpida e fresca. Stiamo in acqua due ore |
Ora stiamo benissimo e, rinfrescati e allegri riprendiamo la strada per Sebastopoli e poi Simferopol dove Maurizio ci aspetta