mai vista una città più bruttaPrima di partire, eravamo anche stati d'accordo con Giuseppe che ci saremmo visti lì alle 7, aspettiamo un'ora buona e dopo un giro veloce da McDonald's usciamo definitivamente da Simferopol.
Viaggiamo col buio e non è uno scherzo guidare su di una strada con una sola corsia di marcia, piena di camion sbuffanti, ciclisti e pedoni che si materializzano come bersagli che bisogna evitare invece che prendere. Continuiamo quindi ai 50 all'ora fino a che non ci immettiamo nella Odessa/Rostov na Donu dove l'andatura può essere un po' più spedita. Tutto sommato però sono proprio fusa e quindi a Melitopol cerchiamo da dormire.
Il tipo dell'albergo che ci accompagna al posteggio ci racconta che da 6 mesi non c'è più illuminazione, di notte, nelle vie della città, l'amministrazione non se lo può permettere...
Durante uno dei continui spostamenti da un meccanico all'altro, quei deficienti hanno dimenticato di chiudere il portellone e tutte le "provviste" di Maurizio e le "vostre" acque sono cadute... nel giro di 1 minuto i bambini lì intorno hanno fatto sparire tutto!Il furgone non ha dato più problemi, se non si considera un problema viaggiare senza frecce, senza aria condizionata e .... con il riscaldamento a manetta! Quaranta gradi fuori e cinquanta dentro perché tra tutti quei "scollega e ricollega" il riscaldamento non si poteva più spegnere...
Il furgone in definitiva non si capisce cosa avesse: si metteva in moto e poi dopo un minuto si spegneva. Per rimetterlo in sesto i "meccanici" hanno via, via disattivato tutto: l'antifurto, la radio, le frecce, l'aria condizionata, i fari, alla fine mi hanno detto: tu vai, ma non spegnere il motore!
.. e io sono partito da Krivoj Rog con l'ansia soltanto di arrivare. Non sapevo nemmeno bene la strada da fare e quindi ho caricato un militare che andava anche lui nella stessa direzione. Siamo diventati amicissimi, mi ha raccontato tutta la sua vita, forse si è innamorato di me, perché non mi voleva più lasciar andare, ha voluto a tutti i costi portarmi a casa sua a farmi conoscere la sua famiglia. E io sono andato... in un quartiere terribile che al confronto la Falchera sembra Trafalgar Square, ho lasciato il FURGONE APERTO, PIENO DI BAGAGLI E COL MOTORE ACCESO nel cortile, avvolto da un nugolo di bambini e ragazzi che incuriositi toccavano tutto. Ha voluto farmi la fotografia con me che indossavo la sua maglia e mi presentava a tutti dicendo: "il mio amico italiano!" Mi sono poi finalmente sganciato, non vedevo l'ora di arrivare qui, che almeno se mi succede qualcosa siamo tutti insieme!
La sera stessa noi partiamo per Doneck. Non sono tanti kilometri e la strada, la conosciamo già, è bella
Arriviamo a Doneck verso le 10 di sera e abbiamo tempo di girarci due o tre alberghi prima di trovare quello che va
bene.
abbiamo prenotato dalle 15 alle 19, ora sono le 8 e mezzo del mattino e saremmo dovuti arrivare prima?
E' ancora presto e dobbiamo andare a cambiare e poi vogliamo cercare un'agenzia di viaggi, oppure un internet caffè, perché abbiamo deciso di rientrare in Italia passando da sud, Massimo ci ha detto di un bel traghetto da Odessa per Istanbul. Vogliamo farci dare gli orari. Facciamo in macchina la via principale e lungo la via ci sono i grossi cartelli con i cambi esposti: 435, 438.. 440! "Quello è il migliore." Ci fermiamo in una via laterale perché sul corso non si può posteggiare e Michal scende con 400 dollari..
Torna dopo pochi minuti..
mi hanno rapinato!e comincia a raccontare... sorridendo, così che non sembra vero quello che dice. Dovrei essere abituata, Michal quando è molto nervoso o agitato invece di fare la "faccia" corrispondente, nervosa o agitata... ride. Eppure tutte le volte il suo sorriso mi confonde e non capisco il suo vero stato d'animo.
dai non scherzare
ma davvero mi hanno rapinato
La storia è che sulla via principale c'era uno di quei grossi cartelli con scritto "obmen valjut/cambio". Io sono andato con 400 dollari e ho visto un palazzo tutto in ristrutturazione (qui è tutto in ristrutturazione..). Cercavo di capire dove fosse il cambio quando una donna, seduta dietro a un tavolino mi dice: "vuoi cambiare?" Io dico "sì dov'è il cambio?". Lei mi dice "quanto vuoi cambiare?" e io le faccio vedere i dollari. Lei mi dice "è qui il cambio e prende i dollari". Nello stesso tempo arrivano due omoni enormi con aria minacciosa che dicono "cosa fate lì?". La donna mette via i dollari e dice "stiamo parlando", l'omone più grosso butta un dollaro eper terra e mi dice "raccogli il dollaro" e nel mentre la donna scappa. Io alzo gli occhi e i due sono lì impalati che non mi lasciano passare e ne vedo altri due dietro a loro, tutti zitti... me ne sono andatoNiente da fare: l'iter è che ora lui, dopo la firma di Michal e la certificazione che ha capito tutto e che quello che ha scritto è vero eccetera, eccetera, cose che comportano circa 2 ore e mezzo, deve inoltrare la denuncia, ricopiata a macchina, in "centrale" e poi il "capo" ci manderà a chiamare...
Dopo 10 minuti siamo ripassati lì davanti con mia moglie, in macchina, e la donna era di nuovo lì. Ora dovreste venire voi con me a prenderli..
ma noi stasera ripartiamo!Siamo esausti e depressi, fra un'ora c'è il meeting, dobbiamo di nuovo andare a cambiare... Michal è in paranoia, scioccato. Non vuole più cambiare tanto-insieme, così andiamo a cambiare a spezzettoni in tutti i cambi che troviamo per la strada.
lasciatemi il vostro telefono che vi telefoniamo
Andiamo a fare il meeting e chiaccherando e lavorando la depressione passa. A metà pomeriggio salutiamo i "4 dolcissimi mastini" che oggi ci lasciano: rientrano a Kijev dove renderanno la macchina, poi Fabrizio tornerà, ci ha detto, a Odessa, per fare un po' di vacanza, gli altri devono riprendere tutti il lavoro. Finito il meeting scherziamo con Brave-heart che è lì fuori che passeggia con la-fidanzata-del-luogo (dovrei chiamarlo capitano-Nemo, il "marinaio" per eccellenza) e con-la mamma-della-fidanzata-del-luogo, e poi "scappiamo" da Doneck! Qui non ci vogliamo più mettere piede!
Ci compriamo 12 ali di pollo, la coca e le patatine fritte e partiamo convinti di vedere questa infausta città per l'ultima volta! [Come ci sbagliavamo!]
Dopo circa 300 kilometri siamo piuttosto fusi. Cominciamo a cercare un albergo per dormire: fatti vari tentativi, finalmente ne
troviamo uno meraviglioso a Slaviansk. Non abbiamo però il tempo di felicitarci della "fortuna-che-abbiamo" che ci accorgiamo
che Alice ed io
non abbiamo i passaporti.... Li abbiamo dimenticati all'albergo di Doneck!!
E adesso cosa facciamo? Con la signora della reception, che gentilissima ci registra lo stesso, cerchiamo di telefonare all'albergo dove abbiamo lasciato i passaporti e
non ci riusciamo, prendiamo la linea invece con l'albergo dei meeting dove sappiamo che Massimo aveva preso la stanza: lasciamo
quindi un messaggio a lui e andiamo a dormire sperando che qualcuno riesca a portarci i passaporti a Charkov..
L'albergo è meraviglioso, tutto ristrutturato, c'è pure la piscina, le finestre in legno massiccio hanno un unico difetto: si aprono soltanto di una fessura grossa come una mano. Quindi un caldo infernale. Per giunta Alice non ha voluto dormire sul divano ed è venuta nel lettone, così io ho dormito "in mezzo" con la giuntura dei letti nella schiena.
Magari, visto che voi ci dovremo tornare, vi fate ridare anche i miei occhiali?