mercoledì 15 agosto
Ci svegliamo alle 7, abbiamo 2 bagni (nella camera/appartamento deluxe che costa 10 dollari ci sono due bagni) senza
acqua calda, come al solito, ma ci siamo abituati.
Val la pena di fotografare l'arredamento, è quantomeno singolare: questa è l'anticamera
|
|
|
|
e questa invece la camera dove abbiamo dormito: tappezzeria in raso e il soffitto...
|
|
facciamo un po' di spesa nel negozio vicino al ristorante di ieri sera e ci avviamo alla frontiera con la Romania
|
|
|
|
Questa volta la coda c'è, e anche bella lunga, mi faccio il caffè e intanto Michal fa ancora un po' di fotografie...
Ci dispiace lasciare già la Moldavia, l'impressione che ne abbiamo avuto è davvero positiva. La gente è
simpaticissima, la natura degna dei migliori film western, si mangia bene, si paga niente. Le strade sono l'unica nota
un po' stonata, ma fa parte del clima generale e poi basta non correre e le buche si evitano
Arriviamo in frontiera alle 10 del mattino e cominciamo la caccia al tesoro
- Prima tappa: bisogna andare al piano terreno di
quell'edificio laggiù a chiedere il visto al console. Tutti e tre, ci andiamo. Troviamo 5 ragazzi polacchi in coda che,
a turno entrano, escono, compilano moduli, rientrano. Non ci muoviamo dalla porta per non perdere il turno, dopo di noi
arrivano una decina di persone. Dopo un'ora di attesa ci fanno entrare e compiliamo pure noi.
- Poi bisogna tornare alla
macchina e farsi mettere il timbro sul foglio che ci danno.
- Poi quel foglio bisogna portarlo dentro un gabbiotto dove
prendono i passaporti e ti danno un foglio.
- Col foglio si torna nell'edificio laggiù, ma questa volta al primo piano
(poi non è vero si deve andare al piano terreno, ma in fondo). Lì troviamo un poliziotto che siccome era stato in
Italia 6 mesi ora sfoggia il suo italiano raccontandoci e chiedendoci una quantità di fesserie. Quando gli diciamo che
noi siamo un'agenzia matrimoniale comincia a farci l'elenco di tutte le amiche che ha che potrebbero essere molto
interessate. Gli promettiamo di portargli i questionari se lui ci lascia andare...
- Torniamo a riprenderci i passaporti
che nel frattempo nel gabbiotto non ci sono più: li hanno portati al tavolo vicino alla macchina.
- Andiamo a prenderli e
ci chiedono anche la ricevuta di un pagamento che nessuno ci aveva detto di fare
- così torniamo nell'edificio laggiù
dove c'è anche la banca e paghiamo. Siamo (soprattutto io) già sfiniti e abbiamo perso l'aria allegra e baldanzosa
delle prime ore.
- Quando finalmente ci ridanno i passaporti ci dicono che ora bisogna riportarli al console nell'edificio
laggiù per il timbro sul visto.
I ragazzi polacchi ci dicono che loro andranno in Bulgaria, a Istambul no, non ce la
fanno, hanno pochi giorni di vacanza e li stanno passando tutti alle frontiere. Partono mezz'ora prima di noi.
Li ritroviamo due macchine davanti a noi in coda per entrare in Romania.
Non facciamo a tempo a fermarci che arriva un
tipo brandendo un blocco di ricevute come se fosse una spada e sputa la parola magica: "ecologhia" con l'accento sulla
seconda o. Dietro a lui un secondo tipo che si tira dietro una gomma di quelle che servono per lavare le macchine o innaffiare il
giardino. La sua parola magica è "disinfectio". Andiamo bene. Vuole annaffiarci la macchina per disinfettarla, anzi
dice che è obbligatorio e costa l'equivalente di 2 dollari. (l'ecologhia 3) Discutiamo un po' perché il tipo ci
cambierebbe 5 dollari a un cambio che Michal dice che è un furto. Michal va dai polacchi a chiedere se gli cambiano e
torna pagando tre dollari invece che 5. Poi ci chiudiamo dentro perché il tipo ci annaffia la macchina di un liquido
schifoso e maleodorante e poi si siede vicino all'ecologo e cominciano a parlottare. Quando finalmente ripartiamo il
lago di disinfettante sotto la macchina è gia evaporato. Puzziamo come un ospedale.
Alla frontiera rumena ci sono una
cinquantina di persone che la stanno attraversando nel senso inverso "a piedi" e pieni di borsoni. I doganieri rumeni ci controllano i
passaporti e poi ce li rendono con dentro un biglietto depliant informativo in inglese nel quale ci informano che
possiamo rivolgerci a quei numeri di telefono nel caso fossimo vessati dal personale. (Mi piacerebbe sapere se le tasse
ecologiche e le disinfestazioni sono legali, comunque c'è da dire che sia qui che in Moldavia non c'è stata ombra di corruzione)
Siamo in Romania
Anche qui ci sono i pozzi per l'acqua e i carretti.. ma non c'è paragone per le strade....
.. a parte qualche caso isolato nel centro dei paesi
La prima città che incontriamo è Galati, incrociamo un mucchio di macchine con targa italiana, ci fermiamo da zio Mec,
vedo di nuovo targhe italiane e vado a "salutare". Michal mi guarda sornione da lontano.. lui lo sapeva già che non
erano italiani, mi ha lasciato farmi fare la figura della deficiente, perché vado a salutare gente che non sa nemmeno
una parola di italiano e mi guardano stupiti... Le targhe, sono macchine usate ancora da immatricolare...
|
|
|
|
|
|
|
|
ma che bella macchina che hai!: meriti una foto
|
|
| sempre Galati |
|
|
| il Danubio |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Arriviamo a Costantia.. cerchiamo un negozio perché voglio mandare una cartolina da qui a mia zia che
si chiama appunto Costanza
|
|
non troviamo cartoline da nessuna parte, in compenso mangiamo delle ottime focaccine al formaggio
|
|
Costanza è una bellissima citta, piena di gente, colorata, piena di negozi e case antiche e ben tenute.
posteggiamo la maccina e andiamo a passeggio, cerchiamo i telefoni, chiamiamo casa.
Poi cerchiamo il mare e di colpo lo vediamo, da una terrazza altissima. Che bello, andiamo a fare il
bagno.. Per arrivare in spiaggia ci sono circa 15.000 gradini, ma sono in discesa (per ora)
La spiaggia è di sabbia finissima, il mare è pulito facciamo un bagno bellissimo
|
|
quando risaliamo è quasi sera. Riprendiamo la strada subito, Michal vuole fare tante fotografie perché
sua mamma nell'82 ci era andata in vacanza portando anche una delle sue sorelle e quindi vuole portar loro a vedere gli stessi
posti 20 anni dopo
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Fra una foto e l'altra troviamo anche un ufficio postale dove andiamo a comprare cartoline e francobolli. Sul bancone
Alice finisce di scrivere, io attacco i francobolli che l'impiegata ci ha dato, nel frattempo Michal legge i cartelli
appesi. Dopo che abbiamo attaccato tutti i francobolli Michal arriva e dice, ma lì c'è scritto che le cartoline per
l'estero costano 7, perché a noi ce li ha fatti pagare 10 ognuno?
non si preoccupi, è giusto così
ci dice in inglese l'impiegata
non abbiamo i francobolli da 7, per questo ve li abbiamo dati da 10....
Non bisogna mai abbassare la guardia! Neanche negli uffici postali!
Ora siamo proprio arrabbiati, a questo poi si aggiunge un pasticcio nel "frigo" che abbiamo riempito all'inverosimile in un
supermercato, tanto che uno yogurth si è rotto e ha fatto un paciocco terribile.
Arriviamo alla frontiera che 'e buio pesto. Non c'è nessuno, solo tre donne sedute su una panca e un poliziotto.
Mentre Michal scende e va al solito gabbiotto con i documenti le tre donne vengono da me e mi dicono che devo pagare:
Pacimu? (perché?)
faccio io nel mio "russo perfetto"
e quelle...
ekologhia e droga
Ammappete, qui hanno pure la tassa sulla droga! Vado da Michal a dirglielo piuttosto stupita... con Alice dietro che
continua a dire, ma non è possibile
ti giuro, me lo sono fatto ripetere due volte, ecologia e droga, vieni tu a parlarci, stanno già scrivendo la ricevuta
Non era la tassa sulla droga, era la tassa sulle "strade", che, in russo, (dorogà) se parlano stretto, si pronuncia
ddrrogà perché si mangiano la prima "o"
Ora ce la ridiamo come matti
continua in Bulgaria..
indice
pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
Home page