giovedì 16 agosto
Michal ha cambiato 200 dollari e ha un mucchietto di lire turche in mano... su tutte le banconote c'è di nuovo il tipo
di prima:
Bel megalomane questo qua..
[nota: Scopriremo poi dopo che non è l'attuale presidente, come supponevamo,
preso da follia di protagonismo, ma il presidente Mustafa Kemal Ataturk, (morto ormai da oltre 60 anni) colui che è
ritenuto un eroe nazionale, il salvatore della patria, il riformatore]
Entriamo in Turchia molto emozionati. Io c'ero gia' stata da ragazza con i miei, avevamo fatto una crociera per mare in
Grecia con tappa ad Atene e Rodi e poi Istambul. Ma non mi ricordo assolutamente nulla, se non quello che mi raccontano
le fotografie scattate. I soli ricordi vivi sono quelli dell'atmosfera eletrizzante della nave, con le serate danzanti,
le piscine e la possibilita' per me che non l'avevo mai vissuta, di stare alzata la sera e partecipare a feste e
intrattenimenti di ogni tipo.
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Scendiamo per le strette strade che portano all'autostrada incuriositi dal
paesaggio ora nuovamente cambiato. I primi paesini che incontriamo hanno tutti in comune tra loro l'inconsueta torre
delle moschee musulmane.
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Troviamo una fontana e ci fermiamo per guardarci un po' intorno. Siamo stupiti nel vedere degli
uomini che scendono da un camion e senza nessun imbarazzo si prendono i piedi in mano e poi sotto l'acqua se li
lavano. Siamo stupitissimi davvero, non sappiamo ancora, d'altra parte è la prima volta lo vediamo, ma qui in Turchia, come
credo, ovunque nei paesi musulmani, l'usanza di lavarsi i piedi è radicata e normale come quella di lavarsi le mani,
tanto che, nelle citta', le innumerevoli fontane che ci sono hanno, il più delle volte, anche il posto per sedersi e poggiare il piede che non si
sta bagnando. Chissa' per loro quanto sembriamo noi sporcaccioni a non lavarci, se non di nascosto nelle nostre case.
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| quando inizia l'autostrada nello stesso tempo entriamo in una valle immensa, piena di innumerevoli
colline, ravvicinate e profonde che sono uno spettacolo.
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| e intorno a noi soltanto kilometri e kilometri di terra brulla, arsa, brillante al sole, non un albero,
solo radi cespugli
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Arriviamo nel primo paese che incrociamo all'imbrunire. Decidiamo di fare un po' di spesa. Non sappiamo cosa troveremo
più avanti, non sappiamo se la strada sara' rapida o meno.
Il negozio è fantastico, ma soprattutto è fantastico il negoziante che ci fa assaggiare tutto quello che vende e ci
spiega in inglese come hanno fatto il formaggio, cosa mettono nelle salse, come hanno cucinato il dolce... Compriamo
cibo per una settimana..
E poi dritti a Istambul su di un'autostrada a 6 corsie, nuova di zecca, assolutamente deserta... fino a 50 kilometri
da Istambul. Di colpo nel giro di 500 metri ci ritroviamo in una fila di macchine, camion e autobus che corrono tra le
corsie a velocita' inaudite, sorpassando indifferentemente da destra e da sinistra, suonando il clacson e
fareggiando (ormai è buio). Non riesco a paragonare "questo" traffico, posso pensare alla tangenziale di Milano, per la
quantita' di macchine, ma non certo per gli azzardi dei sorpassi o per lo zigzagare tra le corsie. Quando arriviamo alla
"barriera" prendiamo un po' di fiato, ma l'ingresso in citta' è di nuovo turbinoso e caotico.
Raggiungiamo il centro e appena posso mi tolgo dalla via principale... la velocita' delle altre auto è impressionante e
chi vuole andare, come me, pianino, per guardarsi attorno, rischia ogni momento di essere tamponato o speronato.
Siamo capitati in una via di mercato, ai lati della strad ci sono mucchi di spazzatura fresca, è pieno di gente che sta
smontando banchetti o che carica furgoni. Troviamo n parcheggio davanti a un albergo: Side hotel.
Michal scende a chiedere e gli offrono un appartamento con matrimoniale e terzo letto per 20 dollari. Perfetto. Nn
andiamo a vedere la camera per scaramanzia. Chiediamo però se c'è il parcheggio. Il tipo dietro il bancone si offre
di accompagnarci più tardi, quando smonta.
per ora potete lasciarla lì davanti, nessuno la tocchera'
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all'altro lato della strada c'è un'insegna in russo...
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Abbastanza tranquilli scarichiamo quel poco che ci servira' di notte e saliamo in camera. Manca la luce, la cameretta di
Alice è grande 1 metro e 80 per 1 e mezzo, la sua finestra è alta oltre la sua testa. Nella mia camera il soffitto,
proprio sopra al letto è tutto scrostato. Ci affacciamo alla finestra e ci prendono le vertigini. Siamo all'ottavo piano
e non c'è né cornicione, né davanzale.
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| Vediamo benissimo nelle camere con le luci accese del palazzo di fronte e
infatti Alice rimane scioccata... c'è uno nudo lì davanti. Un tipo grasso, biondo in mutande sdraiato sul letto che
guarda la televisione. Alice gli fa la foto...
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Michal ha ancora voglia di girare e chi convince ad uscire. Quindi andiamo a posteggiare la macchina (a tre isolati da lì) poi ci facciamo un
giro lì intorno
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| ora c'è poca gente nella strada, a ricordare la giornata soltanto mucchi enormi di spazzatura. Di lì a
poco passera il camion per la raccolta: scendono in 3 con pale enormi e puliscono il selciato perfettamente spalando via
l'immondizia
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Andiamo a dormire, fa caldo, quasi non si respira. La cameretta (ma la chiamerei sgabuzzino) di Alice ha solo
una finestra che da' su di un antro nero e strettissimo, quindi la teniamo chiusa. Dopo poche ore mi sveglio
boccheggiando, trovo Alice tutta sudata, quindi la sveglio e le dico di venire nel letto con me, nella mia stanza c'è
un po' più di aria. Passiamo una notte terribile, in due in un letto, con Alice che sbuffa e mi tira calci...
venerdì 17 agosto
| La prima cosa da fare la mattina è la fotografia al palazzo di fronte...probabilmente è in ristrutturazione, comunque
c'è gente che dorme...
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| starei bene senza pancia?
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Andiamo al posteggio a ritirare la macchina e la troviamo lavata. (2 dollari) Sono furibonda, mi piace la macchina
"vissuta" e poi chi gliel'aveva chiesto?
Cominciamo il giro di Istambul con Alice che ci spiega dove andare (si è letta tutto il libro e ci racconta, dal ponte
sul quale ci fermiamo, dove andremo)
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intanto bisogna posteggiare... troviamo un parcheggio dietro la stazione dei treni, il tipo ci dice di
andare in fondo... Ci andiamo e arriviamo in un posto dove ci sono centinaia di persone urlanti. E' la "borsa" degli autisti!
Ci
fermiamo un attimo a guardare e ci chiedono se abbiamo un camion cui serve un autista...
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giriamo nel mercato delle spezie
dopo un'ora siamo esauste, il caldo e i profumi stordiscono. Decidiamo di andare a cercare una "visita guidata", quindi
torniamo alla Stazione dove avevamo visto un ufficio informazioni. La signorina fa un paio di telefonate e poi ci dice di
proseguire, a lato della Stazione, 200 metri fino all'hotel Orient Express. In una strettissima strada con i tram
sferraglianti c'è infatti questo albergo. Elegantissimo, la hall con l'aria condizionata, ci sediamo e aspettiamo. Dopo
un quarto d'ora però ci stufiamo e ce ne andiamo.. abbiamo deciso di farci da soli il giro della reggia del Sultano.
queste foto sono scattate dalla terrazza del palazzo
a volte si può entrare nei padiglioni sparsi nel parco..
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Il caldo è soffocante, le soste alle varie fontanelle non lo alleviano se non per brevi momenti. A un
certo punto vedo una fontana bellissima, nel senso che il getto d'acqua è forte. (Si vede nella foto in basso a destra,
sul muro dovè c'è una finestrella)
Mi avvicino e mi faccio una doccia ai piedi, fino alle ginocchia e mi sembra di rinascere.... Fino a che non sento un
certo odore di muffa.....
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.. ma che acqua è questa che sgorga così allegramente e copiosamente da quella grossa fessura?
... è l'acqua di scarico dello stagno che c'è al piano di sopra!!!
Gli operai stanno lavandolo! Continuo la visita sentendomi una rana
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| queste foto sono scattate dalla (e sulla) terrazza posteriore del palazzo
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| dicono che questa è la "sala da bagno"...
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Poi entriamo in un palazzo nel quale sono esposte le armi e le armature che sono state usate nelle varie epoche e nelle
varie battaglie
C'è l'aria condizionata e anche se non mi interessano per nulla le armature è molto piacevole stare un po' al fresco...
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| Sono esposte anche le scimitarre. Si vede che sono famose le scimitarre turche: Daniele, mio figlio mi ha chiesto, al
telefono, quando ha saputo che eravamo in Turchia, di portargliene una...
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| trovo addirittura il canale d'uscita dell'aria fresca, mi sento come Marilyn Monroe nella famosa foto
con l'aria che le alza il vestito.... quasi!
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| Sono quasi le tre quando finiamo la visita al palazzo. Alice continua a leggere sul libro le varie cose
da vedere e decide per Santa Sofia, e poi per la Moschea Blu, che si trova a pochi metri da lì
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Michal tenta di rifare la foto spiritosa che fece 10 anni fa a Brno ad Alice, con le torri dietro, a mo' di corna...
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| sul piazzale antistante la moschea ci sono centinaia di panche....
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| comunque sono ben organizzati.. per entrare, come in tutte le chiese è richiesto un abbigliamento
consono, ma invece di mandarti via, loro, attrezzatissimi ti forniscono di scialle per le spalle o di gonna-portafoglio
per coprire le gambe in caso di pantaloncini corti o minigonna. Michal si sente un monaco...
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all'uscita dalla moschea ci sediamo sui gradini e veniamo abbordate da un venditore di tappeti che ci
parla in italiano... Io gli
dico che non abbiamo soldi e lui mi risponde..
ma basta la carta di credito!
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Riprendiamo la macchina.. Michal e Alice stanno concertando di proseguire ancora più a Est. Sara' la stanchezza
accumulata nella giornata di "visita", (o sara' un po' di buon senso?) ma io proprio non transigo: andiamo in Grecia e
poi a casa... L'anno prossimo se volete, e guerre permettendo, magari ci facciamo il periplo del Mediterraneo. Per
quest'anno basta....
Siamo sempre a Istambul, ma nella parte asiatica, ogni tanto, vicino ai palazzi in vetro e cemento si vedono anche case
cadenti di legno
Facciamo poi una bella spesa e decidiamo di ripartire stasera... un'altra
notte in quel forno io non la voglio passare
Sull'autostrada a un certo punto c'è il bivio per la Grecia, e da lì comincia strada normale. C'è un sacco di
traffico, procediamo lentissimi
Mi viene sonno, propongo di cercare un posto da dormire ancora in Turchia, stiamo costeggiando il mare.. Proviamo?
Sulla sinistra infatti vediamo di colpo tre alberghi, uno dopo l'altro. Decidiamo di chiedere, va Alice, torna
entusiasta, è bellissimo... Michal non è soddisfatto. vuole prima andare a chiedere agli altri due. Così, sotto gli
occhi del tipo del parcheggio andiamo anche negli alberghi successivi a informarci e quando torniamo io mi sento molto
imbarazzata.
Parcheggiamo nel cortile antistante e poi andiamo nel nostro appartamento. L'albergo è composto da 6 casette a due
piani affacciate su di un viale che arriva al mare. Ogni piano ha una stanza a tre letti, il bagno e il
terrazzino/giardinetto con il barbecue. In camera c'è anche il caminetto.
Il tipo del parcheggio che ci ha accompagnato in camera probabilmente aspetta la mancia perché ci fissa e non si muove
di lì. Io so che Michal ha pagato l'albergo con tutti i soldi turchi rimasti, non ha più nulla, poi con lui di mance non se ne parla nemmeno e quindi, per togliermi dall'impasse, vado in bagno. Alice
non sa cosa dire (probabilmente Michal non l'ha nemmeno capito in un primo momento, che quello aspetta la mancia) e mi fa, dalla porta:
Mammaa... cosa faai?
e io
ma cosa vuoi che faccia, sono in bagno
E siccome c'è la porta a vetri e io sono in piedi dietro la porta mi rendo conto che è meglio se faccio
qualcosa. quindi apro il rubinetto e faccio scorrere l'acqua
ma ne hai ancora per molto?
Alice non sa più cosa fare, Michal ride. il tipo non si muove di un millimetro. Allora Alice e Michal dicono
(all'unisono):
vabbe', io vado in macchina a prendere ancora qualcosa...
ed escono seguiti dal tipo evidentemente deluso
Per tutta la sera ridono come dei matti perché, pezzo a pezzo, scaricano tutta la macchina e portano in camera: il
computer, il monitor, la scatola dei cavi, la videocamera... Siccome c'è la televisione, infatti, volevamo vedere sul
video i filmati girati da Alice. Nel frattempo Michal voleva scaricare le fotografie sul computer, ma non trova più il
cavo che collega la macchina fotografica al computer. Per questo i suoi viaggi non terminano e si può dire che smonta
letteralmente la macchina per trovarlo.
Finalmente giunge alla conclusione che quelli di Istambul che ci hanno lavato la macchina l'hanno buttato...
Continuano, ogni volta che entrano in camera, a piegarsi in due dal rdere:
Questi qui penseranno che vogliamo mettere, nella camera del loro albergo, una base militare, che siamo delle
spie. Quel tipo ci segue come un'ombra, ovunque siamo ci sta davanti a guardare
E ridono, ridono fino alle lacrime
sabato 18 agosto
Ci svegliamo con il sole negli occhi. Michal mi racconta un sogno esilarante, con protagonista uno dei nostri clienti,
all'aeroporto, con una torta, ubriaco... Racconta senza smettere di ridere e così cominciamo bene un'altra giornata.
| la nostra camera è nell'ultima casetta a sinistra prima del ristorante
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Andiamo a fare colazione nella sala ristorante di fronte al mare. Ci sono due donne russe sedute nel tavolo
dietro. Siamo un po' preoccupati perché non abbiamo nemmeno più una soldo turco, non sappiamo se la colazione è
compresa oppure no e non sappiamo se ci cambieranno eventualmente i dollari. Chiediamo alle russe che ci dicono che loro
hanno fatto un prezzo forfait con il pranzo e stanno lì una settimana.
Ci portano la stessa colazione che abbiamo preso a Istambul (si vede che in Turchia è l'abitudine) caffè o te, pane e poi
burro, olive e formaggino.
Prima della fine del pranzo io me ne vado, codardamente, via: scendo 10 gradini e sono sulla spiaggia. Tasto l'acqua per
sentire se è fredda.
Arrivano poi anche Alice e Michal e facciamo il bagno. Sulla spiaggia (strettissima) ci sono soltanto le due russe, un
pescatore con un bambino.
Ricarichiamo la macchina e partiamo. Dobbiamo trovare un paese nel quale cambiare perché siamo quasi senza gasolio, ci
facciamo anche gonfiare la ruota posteriore che da 5 giorni ogni mattina troviamo sgonfia
Le ultime fotografie ...
e poi ... rotta verso la Grecia!
continua in Grecia...
indice
pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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