settima puntatala frontiera Russa, via mare, a Kertch, Volgograd e il memoriale di Mamayev Kurgan, il meeting di Volzhskij, la pizza | dal sedicesimo al diciottesimo giorno |
Mi sveglio prestissimo, anche se ne siamo lontani si sente comunque l'aria di mare. È bellissimo, esco e sui gradini del bungalow mi preparo il caffè. Anche Brave-heart è mattiniero: arriva tutto ginnico e va a prendersi lo zucchero in macchina. Svegliamo tutti gli altri alle sette e alle sette e mezza siamo già pronti a partire.
| Alice si fa fare ancora una foto nell'aiuola del bungalow. | |
| Direzione frontiera russa. |
Decidiamo di fermarci a fare il bagno in una spiaggetta lungo la strada, Michal dice che questo è l'ultimo posto dove costeggiamo il mare, ma è abbastanza preoccupato, non siamo mica sicuri che passeremo...
Ci siamo informati già mesi fa sulla strada da seguire, su Kertch, abbiamo cercato su internet, ma le uniche notizie che abbiamo ricevuto le abbiamo ricavate dalle lettere che si sono scambiati dei ragazzi di Mosca che sono andati in Crimea due anni fa. Abbiamo provato a telefonare al numero di telefono del porto, ma sembravano troppo ottimisti, ci hanno detto:
venite, venite, non c'è coda, non c'è problema.Incredibile!
Ieri poi al meeting c'era una ragazza nata a Kertch, ci ha detto che c'è stata l'alluvione, che non era una bella idea passare da lì. Michal non ci ha creduto: ogni volta che chiediamo informazioni sulle strade la gente o è catastrofica o è superficiale, praticamente inaffidabili. Quando eravamo a Nikolaev a pranzo, il cameriere ci disse che in Crimea (dove siamo ora) in quel momento (l'altro ieri) portavano via la gente andandola a prendere sui tetti con i barconi
| Posteggiamo sulla spiaggia. | |
| Er-lacoste è pronto a tuffarsi |
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L'acqua è bella, pulita e calda.. le ragazze sono contente e si
tuffano subito. Dopo un po' che nuotano però vedono una medusa e se ne tornano di filato a riva (qua le meduse non
pungono, ma son grosse come un pallone da calcio e fanno impressione)..
Ad ogni modo ripartiamo. Arriviamo alle 10 a Kertch e si dirigiamo subito alla frontiera, nella parte ukrajna.(scrive Alice )
Michal è come al solito esagitato, subito dopo aver fatto un fugace bagno vuole partire immediatamente, e se la prende con noi che non facciamo sufficientemente in fretta a rivestirci.
..Cosa?!?
Il doganiere ci propone di lasciare in frontiera l'eccedenza dei soldi, ci darebbero una ricevuta e potremmo ritirarli ripassando di lì.
..ma siamo matti?!?
Ho un'idea, cominciamo a chiedere alle macchine che si trovano nella nostra coda per il traghetto se ci possono tenere loro i soldi solo
fin oltre la frontiera, ma tutti rifiutano.
Intanto i doganieri si arrabbiano e ci dicono di andare in macchina.. Poi ne arriva un altro che ci
dice di andare nel gabbiotto a pagare la tassa dell'ecologia..
E ancora.. Ci rimandano nuovamente in macchina..
Noi protestiamo ..
non è stata una nostra dimenticanza, che cosa ne possiamo noi?Ci dicono di andare nel gabbiotto dell'ufficiale, io entro fumando, il tipo mi dice che fuma anche lui e che abbiamo un bel problema..
lo so che non tocca a lei sapere quali moduli deve compilare e quali no..ma lei sa che io non posso risolvere questa situazione?Io, con la voce rotta dal pianto, continuo a mugugnare
..avete amici in Ukrajna ai quali potete dare i soldi eccedenti? Io non posso lasciarvi andare, lo capite? andrei contro la legge..
non è giusto, sempre problemi!Ripeto per l'ennesima volta le stesse cose, noi non torneremo lì, andiamo a Volgograd e poi rientriamo senza passare più in Ukrajna...
Dopo un po', di colpo, Michal dice che dai loro discorsi ha capito che possiamo andare, ma che è meglio se diamo loro qualche euro, loro non li chiedono espressamente, ma Michal dice che si capisce, (io non capisco, chiedo: "quanti?") Michal non risponde, loro fan finta di niente, tiro fuori 20 euro e glieli metto sul tavolo, ci danno il foglio timbrato e usciamo, continuando a ringraziare e facendo inchini.
Il traghetto ci stava aspettando, così partiamo subito..
Michal mi dà la videocamera da tenere, non si può filmare in frontiera, io so già cosa fare.. la tengo accesa. Ci sono dei russi che mi fanno una foto ridendo come matti, certamente (spero!!) per via della mia maglietta sulla quale c'è scritto in russo
"Io sono un Agente del KGB" e dietro "..attenti compagni, il nemico vi ascolta"
| Qualche foto e in una decina di minuti siamo sull'altra sponda |
È tardi ormai, abbiamo fame, non abbiamo ancora toccato cibo e in Russia scatta il fuso orario.. in pratica sono le 16!
Ci fermiamo a mangiare delle specie di frittellone ripiene di carne e cipolla al primo semimercatino russo che troviamo, sono buonissime. Facciamo tutti il bis. Meno buona è l'acqua georgiana, salata da far paura..
Siamo un po' preoccupati, più che altro per via dei rubli: ne abbiamo pochi, dobbiamo ancora cercare un cambio (le banche, nei paesi che incrociamo sono tutte già chiuse). Per trovarlo allunghiamo il tragitto, passiamo dentro Krasnodar.
E poi di nuovo in viaggio, a ritmo continuo fino alle 21.30 circa, quando ci fermiamo a mangiare schaslik, insalata e borsch in un ristorantino sulla strada dove Brave-heart, Alice e Debora si invaghiscono di un gatto favoloso, a cui Brave-heart soprattutto rivolge tenere attenzioni..
È fantastico, se non ne avessi già uno a casa me lo porterei via.. Fantastico, veramente.. Mi fa impazzire..
C'è anche un cartello con scritto "si affittano camere", proviamo a chiedere, non c'è posto, tutto pieno, ci consigliano di
proseguire fino a Pavlovskaja, uscire dall'autostrada (.. ah, ma era un'autostrada questa?) e cercare l'albergo nella cittadina.
Riprendiamo il cammino, arriviamo a Pavlovskaja dopo le 11.
È buio pesto, non c'è un lampione, eppure c'è gente a passeggio,
ragazzi, ragazze a gruppetti, arriviamo alla piazza e anche lì con i fari illuminiamo decine di ragazzi che chiaccherano nel buio
totale. Troviamo l'albergo, ha il parcheggio custodito: due camere doppie carine con bagno e una tripla bruttina senza i servizi.
Brave-heart e Er-lacoste vanno in una doppia, noi bisticciamo un po' poi cediamo alle bimbe l'altra doppia, io e Michal andiamo nella tripla,
utilizzando comunque il loro bagno..
Ci mettiamo in viaggio di buona lena.. e solo alle 2 del pomeriggio ci fermiamo a mangiare in un ristorante a 150 km da Volgograd. Non
mangiamo tanto bene: alcuni prendono gulash, altri borsh, altri ancora salsicciotti..
E via.. di nuovo in marcia.. è
una corsa contro il tempo: domani mattina vogliamo assolutamente visitare la città
In questo mercatino nel '99 è nato Brave-heart, il soprannome. Infatti si è messo uno di quegli scialli sulla testa e con i capelli lunghi sul collo pareva Mel Gibson in Brave-heart.
Compriamo tutti qualcosa, sciarpe, cappelli, guanti e io anche il famoso scialle per mia mamma
| Questo è Michal con lo scialle sulla testa, ma la foto è del '99 | |
| Arriviamo a Volshkji verso le 18. |
Enzo è un piemontese doc. È molto simpatico e pratico. Per tutto il viaggio è diventato
tutt'uno con il suo manualetto di russo, che le ragazze mi dicono continuamente di invidiare.
Giovanni invece è
veneto, ma sta da molti anni a Torino. È un imprenditore, gran lavoratore. Gli piace e si compiace anche
molto di vestirsi elegante.
| Dal quarto piano della nostra camera guardiamo giù e vediamo, su di una panchina dei giardini, Enzo e Giovanni. Enzo ripassa un po' di russo col suo immancabile manuale! |
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Mami e Michal vanno poi subito a dormire, sono stanchissimi, mentre io e Debora, non essendo troppo stanche come gli altri giorni, usciamo a cercare (al solito..) un internet cafè. Fortuna delle fortune.. ne troviamo uno proprio di fronte all'albergo, e ci fermiamo 2 ore pagando 90 rubli in due (40 a testa per un'ora più il "traffico effettuato"), poi visitiamo un po' lì intorno ma non troviamo il coraggio di comprar nulla. Ci fermiamo a mangiare le alette di pollo nel baruccio sotto l'albergo e dopo un po', vedendoci, vengono a farci compagnia i clienti: arrivano Brave-heart, Jacopo e Guido (sono arrivati in aereo insieme a Enzo e Giovanni). Er-lacoste viene a dare la buonanotte e subito dopo di lui andiamo noi.. fa troppo freddo!
E mentre salutiamo per andare vediamo Brave-heart che convince Guido e Jacopo ad andare nella discoteca lì accanto, dove ha visto entrare 4 bionde che potrebbero fare invidia a Valeria Mazza.. le chiama:"Le bionde sterminatrici"
-ve la faccio vedere?
-Ci crediamo.
Arriviamo al memoriale e troviamo la guida di due anni fa, mi ricorda ancora di lui e lui.. si ricorda di noi!! Siete quelli dell'agenzia matrimoniale, vero? Siete venuti uno.. no, due anni fa.. Tutti contenti iniziamo la visita, con Michal che filma ed Alice che fa le foto. Ho già ascoltato due anni fa il racconto dell'assedio di Stalingrado, forse proprio per questo motivo ora trovo interessantissimi gli aneddoti, le curiosità che la guida racconta. |
Il primo monumento dedicato a coloro che da contadini impugnano il fucile e diventano soldati in difesa della patria..
Le scalinate, con ai lati due imponenti muri scolpiti sia in rilievo, sia come calchi, per dare un effetto prospettico molto particolare..
Su un lato è rappresentata la difesa, dall'altra l'attacco..
In alto il milite che controlla le mosse del nemico..
In alto a sinistra il viso di Lenin..
L'effetto prospettico che dà questa mano, realizzata in contrasto col corpo del soldato in rilievo, è spettacolare..
Sopra questa mano, invece, la rappresentazione della madre che piange per la partenza del figlio per la guerra..
I superstiti di questa sanguinosa battaglia si sono ritrovati dopo molti anni e hanno redatto un testo per le future generazioni che si trova dietro questa placca di metallo. È stata chiusa lì dentro il 9 maggio del 1970 e dovrà essere aperta il 9 maggio del 2045. La curiosità di sapere è più forte che mai..
L'entrata alla commemorazione del milite ignoto..
Statua in onore delle madri e del dolore provato dalle molte che hanno perso il proprio figlio in questa battaglia..
Su questa collina sono sepolti tutti i russi che hanno perso la vita nella battaglia.. Il cimitero dei tedeschi è invece spostato rispetto al memoriale..
Fotografiamo la statua da tutte le parti, è davvero impressionante..
Compriamo qualche souvenir (qualche porta chiavi a forma di proiettile dove si può anche inserire un poco di terra di Volgograd), poi la guida ci consiglia di andare a visitare il museo panoramico, non lontano da lì.
Prima di salutarci ci dà il suo biglietto da visita. Riporto qui il suo indirizzo perché vale la pena contattarlo nel caso qualcuno decida di fare un giro nei luoghi della battaglia
| Aleksandr Karabanov | |
| telefono 007 8442 450892 | mobil: 647256 |
| Arriviamo davanti al museo che si trova di fronte al Volga | |
Non riusciamo a trovare l'ingresso del museo, due anni fa quando eravamo venuti era chiuso, non vorremmo perdercelo anche oggi..
All'esterno ci sono aerei da guerra e carri armati..i bimbi ci giocano.. noi siamo impressionati.
Finalmente capiamo da dove si entra, facciamo i biglietti ed iniziamo la visita. È molto interessante, pieno di plastici, ricostruzioni, modellini o reperti, uniformi, ritratti, medaglie,
fotografie..
Non si può entrare con la macchina fotografica se non pagando un biglietto apposito.. Michal ovviamente vuole a tutti i
costi documentare.. e fotografa tutto quello che può..
Poi andiamo in macchina ad aspettare che Michal finalmente arrivi, come al solito rimane più degli altri nel museo...
Conosciamo un gruppo di ragazzini del Tagikistan, rimaniamo un po' impressionati, hanno sedici anni e sono in gita scolastica. I ragazzi
hanno le giacche a vento e le ragazze dei maglioni pesanti di lana, mentre noi siamo in maglietta a maniche corte e muoriamo dal caldo. Parlano
un po' inglese, sono piccolini, il viso orientaleggiante, ridono.
| Poi vediamo posteggiato un furgone molto bello, fotografiamo la scritta che racconta il loro viaggio |
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La sala non c'è..Riassumo un'ora di discorsi, le ragazze ferme in ascensore con tutta l'attrezzatura..
il direttore non c'è..
ora gli telefono, no, non ho ricevuto la prenotazione..
sì sapevamo che arrivavate..
no io non ho la prenotazione..
ah sì il direttore ce l'ha, purtroppo però la sala è in ricostruzione, non ci siamo ricordati di segnalarvelo..
sì forse ne troviamo un'altra.. aspetti un momento
bisogna aspettare che il direttore arrivi, ora è a pranzo..
| La rampa delle scale.. | |
| Le ragazze costruiscono un tavolino improvvisato con delle assi per mettere nel corridoio le caratteristiche degli uomini.. | |
| notare le dita.. |
| Elena è una ragazza che quest'anno si è sposata a Torino, noi la conosciamo già dal 1999, nel meeting che in quell'anno abbiamo fatto qui a Volzhskij, e proprio in quel meeting lei fece la "proposta di incontro" a Michele, il suo attuale marito. Ora è venuta a Volzhskij a trovare la madre e sapendo che arrivavamo è venuta a salutarci e a raccomandarci le sue amiche! |
Pizza e coca-cola.. cosa cè di meglio al mondo?!!!