tredicesima puntataTuapse e Sochi, il traghetto per Trebzon è cancellato, non si entra in Georgia, dobbiamo imbarcarci per Istambul | dal trentatreesimo al trentacinquesimo giorno |
È ancora notte, che vuole ???Gli dice Michal, ma scherza, io ho già il caffè sul fuoco. Gli dico di andare a prendersi lo zucchero e la tazzina. Ci alziamo scendiamo al parcheggio, usciamo e poi stiamo 10 minuti ad aspettarlo fuori dal parcheggio.
dovevo scaldare il motore, le macchine bisogna trattarle beneLa strada va sulle montagne, sale, scende, piena di curve, ma non c'è un'anima viva in giro e viaggiamo bene... fino a che non diventa sterrata! Brave-heart come al solito impazzisce e al primo tornante ci sorpassa riempiendoci di polvere, ad una velocità tale che abbiamo paura che esca di strada e ripiombi giù. In due secondi non lo vediamo più. La strada continua così, per una decina di kilometri, una ventina di minuti, in mezzo alle querce, su, su, sulla montagna, poi finalmente comincia la discesa e anche quella è di circa una decina di kilometri. Quando arriviamo alla strada asfaltata non vediamo Brave-heart ad aspettarci. Non ci preoccupiamo troppo, sarà un pezzo avanti. Ma proseguiamo e non lo vediamo.. addirittura ora ci sono incroci.. Ci preoccupiamo, chiediamo a un tipo che aspetta la corriera se ha visto passare una macchina con il bagagliaio sul tetto, più o meno come il nostro. No, non l'ha vista, chiediamo ad un altro.. nemmeno, incrociamo un paese che si chiama Elizabetka.
sarà mica precipitato in un burrone?Dicendo queste parole ci prende un po' d'apprensione e quindi giriamo la macchina e torniamo indietro. Ora ci fermiamo a chiedere a tutti quelli che incontriamo , quando arriviamo al primo incrocio che avevamo visto, c'è, nella curva, un cantiere con mezza dozzina di operai. Chiediamo a loro e finalmente uno dice di sì .. l'ha visto passare, sì aveva un baule come il vostro, ma più piccolo...
Meno male, ritorno di nuovo sulla strada e corro avanti. Lo troviamo infine posteggiato in bella vista vicino a un'osteria. Sorride ancora come un ragazzino appena pescato con un barattolo svuotato di nutella
--mitico, mitico.. signora questo è il mio giochinoProseguiamo, poi lui si ferma a fare benzina, noi ci fermiamo in uno spiazzo ad aspettarlo e a fare il caffè.
--noi credavamo che fosse precipitato in un burrone, siamo tornati indietro a cercarla
--ma nooo! questo è tutto il mio pane, quattro ruote motrici, inserisco la prima e vruuum va via come una scheggia, divertente, proprio divertente
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| Arriviamo a Tuapse |
andate piano, qui nel 79 ci sono stati 8 morti, qui nel 95 ci sono stati 3 mortipoi ci sono le foto con i fiori...
non può andare piano così... devo fare attenzione a non venirle addosso, frena perfino in salita, eehh la madama Maruska in montagna non sa guidareSono offesissima, gli dico di andare avanti lui, io vado piano solo perché essendo la prima della fila ho paura di fare un frontale con quello che esce dalla curva, se invece avessi lui davanti non avrei quel timore, il frontale lo farebbe lui...
lo fa appostaPoi lo vedo posteggiato, mi fa segno di passare, ma ora sono offesa, gli sto dietro
| siamo quasi arrivati finalmente a Sochi |
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ma ci avevano detto al telefono che per Trebzun ce n'era uno al giorno!Questo è pazzesco
- Sì, uno al giorno, ma non parte tutti i giorni, ogni giorno il capitano ci dice se il giorno dopo partirà
Io comunque a Novorossisk oramai non ci torno più, mi sono bastati i 126 kilometri da Tuapse a qui, non me li faccio di nuovo, doppi. Per di più con la gente che ci dice che il battello c'è tutti i giorni e poi quando arrivi ti dice che forse, se il capitano dice di sì... di tornare alle 18.00!!
-invece per Istambul?
-parte domani sera e poi di nuovo, ogni tre giorni, avete provato da Novorossisk?
-Abbiamo telefonato, ci hanno detto che partiva tutti i giorni, come da qui
Michal compra una carta telefonica e prova a telefonare, parla con due o tre persone, ma non riesce mai a sapere nulla di assolutamente preciso.
Pensiamo di andare a cercare l'albergo per questa sera e tornare lì alle 18,00 per vedere se c'è il traghetto
Gli alberghi sono carissimi, giriamo un po' verso la periferia e lì di alberghi neanche l'ombra. Torniamo in centro e andiamo a chiedere ancora, infine ci troviamo in quello centralissimo, ma orribile che si chiama Tchajka. Alla reception ci dicono che siamo obbligati a comprare l'assicurazione sanitaria.. ma noi ce l'abbiamo già! Per ottenere il visto è obbligatorio acquistarla e faccio vedere alle due tipe i contratti che abbiamo con la Navale e che abbiamo pagato profumatamente. Loro dicono che è scritta solo in italiano e che quindi per loro non è valida e dobbiamo comprarla di nuovo. Sarà il caldo, sarà la stanchezza, ma non abbiamo voglia di discutere e paghiamo insieme al costo della stanza anche la nuova assicurazione e poi andiamo in camera. (veramente orrenda)
| questo è il nostro albergo, che si chiama Tchajka, ma nel biglietto della camera c'è scritto hotel Moskva |
Facciamo il punto della situazione: il nostro visto scade domani, domani notte alle 22,00 parte il traghetto per Istambul, ci mette 48 ore, due
giorni. Pensiamo di andare a chiedere se si può protrarre il visto.. Ci informiamo
Ci dicono che qui si trovano antichissime costruzioni a opera dell'uomo, si chiamano dolmen: i megaliti caucasici. Sono strutture
rettangolari fatte da lastre di pietra. Ce ne sono di simili nell'Europa del Nord e in India, ma queste caucasiche sono distinte dalla pietra
altamente intagliata, un lavoro da gioielliere.
Per tutta la giornata giriamo per Sochi, per l'immenso mercato, sul lungomare affollatissimo, facciamo anche il bagno, torniamo alla biglietteria, niente fino a domani
Ceniamo in un ristorante a fianco dell'albergo, sotto un pergolato
Andiamo alla biglietteria e finalmente decidiamo di prendere il biglietto per Istambul, dell'altro traghetto per Trebzun nemmeno l'ombra..
Ci dicono di presentarci verso le 5 per caricare le macchine. Allora posteggiamo e facciamo di nuovo una passeggiata sul lungomare, Michal ed io
facciamo
anche il bagno, Brave-heart non ne ha voglia. Poi torniamo e prepariamo cosa portarci come bagaglio a mano e cosa lasciare in macchina, e infine
ci rechiamo all'imbarco.
Il ragazzo che ci accompagna ci dice di aspettare che arriveranno quelli della frontiera a imbarcarci, ma non vediamo nessuno, chiediamo, ci
dicono di aspettare mezz'ora, dopo un'ora chiediamo di nuovo e di nuovo ci rispondono di aspettare mezzòora. Allora m'incavolo e vado alla
nave. Panico, la nave è una schifosa bagnarola tutta arruginita, ci sono dei ragazzi seduti sulle corde che chiaccherano, chiediamo a loro, ci
indicano il capitano, chiediamo a lui, e finalmente lui con fare deciso ci riporta al cancello dove avevamo aspettato due ore e ci precede al
gabbiotto della frontiera. Lì ci sono una decina di frontalieri che mangiano uva, ho capito da dove arriva, lì fuori ci sono due
camion carichi di cassette di bellissima uva bianca.... Ci fanno il documento d'imbarco e torniamo alla nave. Cominciano così le manovre di carico, imbragano le auto e con una gru le
caricano sul ponte alto della nave, con Michal che filma, io che urlo e Brave-heart che continua a dire imperterrito..
non ci posso credere... non ci posso credere...