Bielorussia - Ucraina 2003

Martedì 29 Luglio 2003

Tutto è pronto per il viaggio di domani, i miei compagni arriveranno tutti a Rovereto, da dove partiremo con la mia macchina, è stata una settimana massacrante, mille cose da fare, i lavori da finire, sembrava quasi che non ci fosse il tempo per fare tutto

Mercoledì 30 Luglio 2003

Ho dormito pochissimo stanotte, alle sette sono già in piedi, faccio gli ultimi controlli alla macchina, tutto è a posto, compreso il pacco per Ivan che ho messo sul portapacchi.
8.00: Parto da casa, Rino arriverà con la sua macchina a Rovereto dove abbiamo appuntamento, è partito da Rimini questa mattina presto.
8.30: Rino arriva puntuale all'appuntamento, salgo velocemente sulla sua macchina e lo accompagno al parcheggio vicino alla stazione dei treni, dove lascerà la sua macchina per tutta la durata del viaggio, ci prendiamo un caffè in Piazza Rosmini, dopodiché ci portiamo alla stazione dei treni dove da lì a poco arriverà G..
9.30: G. arriva da Ora (BZ) dove era in vacanza con i genitori, non abbiamo quasi il tempo per presentarci che arriva anche il treno di Luciano, partito questa mattina da Alessandria, l'appuntamento con Elisabetta è alle 14.00 all'area di servizio "Paganella Ovest".
Elisabetta, altrimenti chiamata Maruska dal nome della sua agenzia è la titolare dell'agenzia matrimoniale alla quale su consiglio di G. mi sono appoggiato per il rilascio dei visti, risparmiando rispetto all'agenzia viaggi alla quale mi ero rivolto inizialmente un sacco di quattrini.
Rino ha pensato bene di acquistare un po' di cose da mangiare, quindi dobbiamo risistemare nuovamente tutti i bagagli per farci stare le cose che ha comperato (alla fine la mia macchina sembra un supermercato mobile!!!)
13.10: partiamo da Rovereto con calma, abbiamo tempo a sufficienza, all'autogrill facciamo subito una cassa comune con 100 € a testa che diamo in gestione a G. che ci sembra il più preciso di tutti e proprio per questo motivo il più adatto allo scopo (mai decisione fu più sbagliata!!!!), mentre siamo dentro al bar ci raggiungono anche gli altri partecipanti al viaggio compresa Elisabetta e Michal suo marito, dopo un piccolo spuntino Elisabetta mi consegna il mio passaporto completo dei visti necessari, infine dopo aver fatto rifornimento saliamo in macchina e partiamo.
Pensiamo di esserci persi, invece senza accorgercene abbiamo superato tutta la colonna, dopo aver sentito Elisabetta via SMS ci fermiamo e li aspettiamo.
23.57: Arriviamo alla frontiera fra Austria e Cecoslovacchia che passiamo senza problemi, provvediamo subito a cambiare un po' di soldi per sostenere le spese dell'albergo.

Giovedì 31 Luglio 2003


00.20: Ci accorgiamo di esserci persi, Elisabetta mi aveva chiesto se restavo a fine colonna, in virtù del fatto che i bagagli sul tetto le avrebbero permesso di vedermi nello specchietto anche da lontano, mi sono solo limitato a seguire il "tassista" milanese, in altre parole, Massimo, ma ad un certo punto mi accorgo di non vedere più davanti a lui le altre macchine, lo vedo rallentare, gli faccio i fari per comunicargli che dietro va tutto bene e che quindi può proseguire normalmente... purtroppo lui capisce che forse ho dei problemi e quindi si ferma... gli chiedo dove sono le altre macchine, e lui come se si trovasse sul set di Star Trek mi risponde con uno sguardo disperato " ho perso il contatto!!! " Evviva!!!! Incominciamo bene, sono proprio queste le cose che mi piacciono, dopo aver girato per un po', ci troviamo in una piazza, non sappiamo se ci troviamo a Modrice oppure a Popovice, fortunatamente riusciamo anche a contattare Elisabetta, ma non sarà lei a riportarci sulla strada giusta e successivamente all'Hotel Bobrava dove avremmo dovuto pernottare per la notte, riusciamo, infatti, a fermare un caravan con una coppia a bordo che molto gentilmente e senza volere nulla in cambio ci accompagnano all'Hotel dove arriviamo alle 02.00 di mattina. G. ed Io prendiamo la camera assieme, mentre sto cercando di addormentarmi sento dei fortissimi colpi in camera che provengono dal letto dove dorme G., mi sollevo per vedere che cos'è stato, non accendo la luce perché la poca che filtra dalla finestra è sufficiente allo scopo, e dopo un po' vedo G. che si rigira nel letto ad una velocità spaventosa, battendo i piedi sulla parte inferiore del letto stesso e rimettendosi poi nuovamente a dormire, il suo sonno agitato mi accompagnerà ancora per un paio di volte poi vinto dalla stanchezza del viaggio mi addormento anch'io.
Franco, l'imprenditore sardo, non dormirà in camera, perché si troverà il letto pieno di scarafaggi!!! ... passerà la notte in macchina.
8.00: Ripartiamo nuovamente diretti verso la Polonia
10.30: Ci fermiamo ad un autogrill per mangiare qualcosa e fare colazione.
11.09: Olomoc
12.35 Frontiera Cecoslovacchia - Polonia
14.15 Katowiza
19.30 Varsavia, alloggiamo all'Hotel Logos, con gli altri ragazzi dopo esserci sistemati nelle camere usciamo per farci un giro in città, mangiamo qualcosa in un Pizza Bar, poi andiamo in un night, lo spettacolo è molto carino e non volgare, però a fianco della sala da ballo ci sono i privè, dove alcuni ragazzi si appartano con le ballerine che balleranno esclusivamente solo per loro.
Usciamo dal night ed i buttafuori ci propongono di andare in una casa chiusa!!!! alcuni di noi ritornano in albergo mentre qualcuno decide di andare.

Venerdì 01 Agosto 2003


9.00: Siamo tutti svegli e pronti per la partenza, ma abbiamo qualche problema con la cassa!!!
G. ha pagato le "prestazioni" della sera prima con i soldi della cassa, e non ricorda più quanto ha speso, con carta e penna prova e riprova a fare i conti ma a quanto pare non c'è nulla da fare, Io, Rino e Luciano cerchiamo di aiutarlo ma lui declina la nostra offerta rispondendo che non ha bisogno d'aiuto, fatto sta che pochi minuti prima della partenza, con io che grido a più non posso chiedendogli come gli è venuto in mente di pagare con i soldi della cassa non ha ancora risolto la situazione (Ci vorrebbe il supercalcolatore dell'IRST per fare i conti!!). Di comune accordo decidiamo di affidare la cassa a Rino che si dimostrerà un cassiere con i fiocchi!!
9.30: Partenza da Varsavia
11.10: Ostròw Maz.
13.06: Czarna Blatostocka
13.10: Straz
13.30: Sakotka
13.58: Arriviamo alla frontiera fra Polonia e Bielorussia, c'è una colonna di circa 1 km
17.32: Dopo tre ore e mezza entriamo nel primo posto di blocco, dove restiamo per più di un'ora.
18.54: Partiamo dal 1° posto di blocco e ci avviamo verso il 2°, dobbiamo compilare un modulo scritto tutto in russo dove ci vengono richieste informazioni su noi e sulla macchina, dopo molta fatica, con l'aiuto di Michal che parla russo, riusciamo a compilare questo modulo e a consegnarlo ai funzionari della dogana.
Dobbiamo anche pagare la tassa di transito visto che poi andremo in Ucraina, ma è tutto Ok nel giro di pochissimi minuti.
L'episodio più curioso è accaduto a Vincenzo, il siciliano, infatti, i funzionari volevano verificare di persona il n° di serie del motore della sua macchina (Audi A2) rendendosi conto che bisognava smontare praticamente il cofano e successivamente tutta la copertura del motore per leggere il n° di serie!!!
Dopo una lunga attesa per la compilazione dei moduli finalmente possiamo partire, Andrea, il romano che dovrebbe raggiungerci in frontiera, purtroppo non ce la fa, anche per il fatto che non lo lasciano passare dal primo blocco per raggiungerci, essendo il modulo scritto in russo e quindi incomprensibile per noi comuni mortali italiani, compilo per lui un modulo traducendogli le informazioni che sono richieste.
22.38: Fuga da Alcatraz, FINALMENTE siamo in Bielorussia, ripartiamo colonna al completo; direzione Grodno.
22.53: Dopo pochi minuti di macchina arriviamo a Grodno, ci sistemiamo all'Hotel Turist e poi subito a nanna.

Sabato 2 Agosto 2003


Oggi è il giorno del meeting, passiamo la mattina ed il primo pomeriggio in città; Io, Luciano G. e Franco visitiamo la splendida basilica Cattolico - Cristiana nella piazza principale di Grodno, le prime notizie di questa basilica si hanno nel 1678, nonostante nella zona vi sia una prevalenza di Cattolico - Cristiani (siamo molto vicini al confine con la Polonia) l'influenza della religione Cattolico - Ortodossa è evidentissima, non possiamo, infatti, non accorgerci delle splendide icone che troviamo in questa basilica.
Ci fermiamo successivamente a mangiare alcuni Hamburger in un chiosco vicino alla piazza principale dove due ragazze molto gentili hanno passato quasi un ora a prepararci panini.


Mentre passeggiamo per l'albergo alla ricerca della sala dove si terrà il meeting ci accorgiamo che dal pavimento in fondo al corridoio si alza del fumo, a quanto pare gli operai che stanno lavorando si sono dimenticati una sigaretta sul tavolino in fondo al corridoio, sigaretta che consumandosi è andata a finire su un piccolo cumulo di stracci appiccando il fuoco, ligio al dovere mi appresto a requisire ad Elisabetta la sua immancabile bottiglia d'acqua spegnendo così il fuoco, penso che nessuno qui abbia mai sentito parlare di impianti sprinkler, quindi se succede qualcosa... .


Il meeting è bello, e si conoscono molte ragazze, alla fine della serata ci troviamo seduti per cena ad un lungo tavolo insieme ad alcune di loro, è una piacevole serata che concludiamo più tardi in centro città con una passeggiata.

Domenica 03 Agosto 2003


08.15: Partiamo da Grodno direzione Minsk, e subito ci accorgiamo di esserci persi; puntualmente come accade da alcuni giorni le direttive sono poco chiare quindi ci troviamo in tre macchine sole (Fiat Punto con Giampaolo e Fabrizio, Peugeot con Massimo e Franco ed io con G., Rino e Luciano), probabilmente il resto del gruppo è più avanti, ma noi non ci perdiamo sicuramente d'animo quindi dopo aver chiesto informazioni ci ritroviamo sulla strada per Minsk.
Appena fuori città c'è un posto di blocco con relativo ufficio come è norma da queste parti in, non mi accorgo del limite di velocità dei 50 Km/h quindi mentre tutti gli altri passano indenni io vengo fermato, il poliziotto si avvicina e mi chiede il " passport machina " (non ho mai saputo che le macchine avessero il passaporto!!) ma qui non si scherza, quindi consegno subito tutti i documenti possibili ed immaginabili compresa l'assicurazione sanitaria, mentre sta controllando i documenti continua a parlarmi in russo, ed io continuo a ripetergli " nie pa niemaiu " (non capisco niente) alla fine mi fa cenno di seguirlo in ufficio, scendo dalla macchina e seguo il poliziotto in ufficio dove sono fatto accomodare, apre il cassetto e mi tira fuori il "Codice della strada" mostrandomi il segnale del limite di velocità dei 50 km/h, io faccio finta di niente e con i gesti cerco di fargli capire che non l'ho proprio visto.
Incomincia a scrivere i miei dati su quello che mi accorgo essere un elenco delle macchine fermate e controllate, terminato tutto ciò
apre vari cassetti con l'intenzione (presunta da me) di trovare il blocco dei verbali con il quale farmi la multa ma questa volta la fortuna non
mi abbandona, infatti, dopo aver guardato dappertutto si accorge di non trovarlo... .. EVVIVA!!!!!
Mi restituisce un po' stizzito tutti i documenti non prima però di avermi detto di stare attento ai segnali indicando con un dito i miei occhi ed il segnale del limite di velocità.
Esco dall'ufficio tutto contento ma non posso lasciarmi andare e ridere perché il suo collega all'esterno dell'ufficio mi raccomanda le stesse cose, facendo cenno di si con la testa gli dico " Da " (si) e " Spasiba bolsoi " (grazie mille).
Le altre macchine si sono fermate un pò più avanti e mi stanno aspettando, dopo aver raccontato loro questo bellissimo episodio, risaliamo in macchina e ripartiamo.
10.55: Arriviamo a Minsk e prendiamo alloggio all'Hotel Yubileinaya, un hotel molto bello al quale successivamente mi affezionerò molto.
Nel primo pomeriggio ho appuntamento con Maxim, uno dei due bambini bielorussi che ho ospitato quest'estate, ma prima mi devo incontrare anche con Ivan, il fratello di un altro bambino ospite di un'altra famiglia, al quale devo consegnare il pacco che porto sul portapacchi.
Sono ancora in camera quando la reception mi chiama per dirmi che Maxim è arrivato con la mamma e lo zio, m'intrattengo con loro un po' di tempo al bar dell'albergo dove si aggrega anche Massimo il taxista, Massimo parlo un po' di russo, quindi in qualche modo riesce a fare anche da interprete, il tempo passa mentre il meeting è già iniziato.
Verso le 15.45 saluto Maxim ed i suoi genitori ed insieme con Massimo andiamo alla sede del Belinturist dove in una sala enorme si sta tenendo il meeting.
Passo praticamente tutto il pomeriggio a parlare inglese con alcune ragazze che ho conosciuto, poi decido di andarmi a fare una doccia in camera.
Ritorno nuovamente nella sala dove c'è il meeting e nel corridoio vedo alcuni compagni di viaggio che stanno parlando con alcune ragazze, in sala molte delle ragazze che erano arrivate nel primo pomeriggio se ne sono già andate, ma altre ne arrivano, faccio un giro e mi metto a chiacchierare con Marketa, fotografa ufficiale e sorella di Michal che in questo momento non sta facendo foto.
In prima fila, proprio sotto il "quartier generale" di Elisabetta sono sedute tre ragazze, una in particolare mi colpisce, capelli biondo castano, occhi marrone ma soprattutto uno sguardo dolcissimo, insieme a Luciano ci sediamo nella fila assieme a loro e iniziamo a parlare, nonostante il mio inglese sia molto limitato e la pronuncia altrettanto cattiva riusciamo a fare la loro conoscenza, si chiama Evgenia, Zhenia per gli amici, una delle sue amiche si chiama Liuba mentre l'altra scopro essere sua sorella Yana, attimo dopo attimo mi accorgo di non riuscire a distogliere gli occhi dal suo viso, parliamo dei miei hobby ed immancabilmente arriviamo a parlare di cavalli, una delle mie passioni, e a quanto vedo anche una delle sue, le prometto di spedirle alcuni poster quando ritornerò in Italia, ci scambiamo gli indirizzi e ricevo un suo biglietto da visita della ditta in cui lavora, dove sul retro mi scrive anche l'indirizzo della sua abitazione a Minsk, Luciano ci lascia, a quanto pare ha adocchiato qualche altra ragazza... Evgenia mi propone di andare in un pub-caffè con l'amica e la sorella, accetto molto volentieri, quindi usciamo dalla sala per andare a bere qualcosa tutti assieme.
Fuori dall'albergo aspettiamo un'altra sua amica Valeria, quindi c'incamminiamo per Masherova Street, prendiamo la metropolitana e successivamente un tram per recarci in un locale vicino, durante il tragitto io ed Evgenia parliamo ancora, è una ragazza molto curiosa, mi fa molte domande, sulla mia vita, sulla mia famiglia, sul lavoro.
Arriviamo al caffè dove prendiamo qualcosa da bere e mangiare, qui lavora un'amica di Evgenia, Ania, Evgenia mi racconta che lei e le sue amiche si ritrovano qui nel tempo libero per farsi quattro chiacchiere.
Decidiamo di andare in discoteca tutti assieme, Ania non può venire perché lavora, mentre camminiamo per recarci in discoteca, anche Yana ci lascia, mi sembra quasi contrariata per il fatto che Evgenia vada in discoteca e non so se per questo motivo o perché ci va con me?
Prendiamo un Taxi che ci porta alla discoteca che non dimenticherò mai più... si chiama Shaiba, prima di entrare facciamo alcune foto, io con lei e poi con le sue amiche.
Pago loro il biglietto d'ingresso, poi entriamo, vengo esaminato da cima a fondo con un metal-detector e devo lasciare tutto macchina fotografica e cellulare compreso in una cassetta di sicurezza.
E' una discoteca stupenda e la musica è molto bella, Evgenia mi fa vedere tutta la discoteca e mi spiega le origini del nome, andiamo a ballare e mi accorgo anche della presenza di Andrea il romano e dell'"americano" un ragazzo molto simpatico anche lui della "comitiva italiana di Maruska".
La sorpresa più bella arriva quando iniziano i lenti, era molto tempo che non ne sentivo in discoteca, quindi non perdo tempo e chiedo ad
Evgenia se vuole ballare... . (Solo adesso penso che questo sia stato uno dei momenti più belli che ho passato con lei... .) è
bellissimo poterla guardare negli occhi mentre balliamo, l'intensità del mio sguardo è però tale che la metto in imbarazzo,
infatti, mi chiede di non guardarla così, perché lei non c'è abituata... mi risulta difficile farlo, ma allontano lo sguardo
dai suoi occhi anche se la cosa dura poco... non so resistere...
Fra chiacchiere e balli la serata passa in fretta, ho passato dei momenti bellissimi, e porto con me persino un tovagliolo dove lei ha scritto alcune frasi... voglio contraccambiare quindi su di un altro tovagliolo le scrivo le seguenti parole:


E' difficile guardarti negli occhi mentre sorridi...
E' arduo immergersi nel silenzio della tua voce...
E' impossibile scoprirti senza perdersi in te...


Ho scritto in italiano (non sono in grado di scrivere in russo anche se conosco già qualche parola... ), ma lei mi assicura che ha un'amica che parla e conosce molto bene l'italiano e quindi chiederà a lei di tradurglielo...


Evgenia domani lavora, quindi deve andare a casa, solo all'uscita della discoteca mi accorgo che questa discoteca si trova sotto l'Hotel Belarus che sta proprio di fronte al mio Hotel.
C'incamminiamo a piedi attraverso un parco stupendo, e giunti davanti all'albergo ci salutiamo, con la promessa che la chiamerò domani
sera, lei sa che domani partirò... . Io non vorrei... vorrei fermarmi qualche giorno a Minsk, vorrei conoscerla ancora un po'... non voglio partire... e nello spazio di tempo necessario per arrivare in camera ho già deciso... .mi fermerò qui per alcuni giorni.
Ho un problema però, di difficile soluzione, in macchina con me ci sono tre persone quindi se io mi fermo a Minsk loro non hanno un mezzo di trasporto.
Arrivo in camera ed espongo le mie intenzioni a G., il quale mi comunica che anche Luciano vorrebbe fermarsi qui a Minsk così potrebbe far arrivare Olga da Grodno con il treno e passare alcuni giorni con lei.
Il problema si è "ridimensionato" ma è sempre presente, (nemmeno ora, riesco a spiegare come tutto ciò sia successo... nemmeno ora non riesco a capire dove ho trovato la "forza" ma soprattutto la "convinzione" e la "determinatezza" nel risolvere il problema senza tralasciare il destino che ci avrebbe comunque "messo del suo").

Lunedì 04 Agosto 2003


Mi alzo prestissimo, sia G. sia Rino sono disposti a proseguire il viaggio con altre macchine, ma prima di tutto ciò voglio essere sicuro che la cosa non crei loro dei problemi, in fondo è una questione di onestà e rispetto nei loro confronti... loro contano su di me...
Riesco a trovare il posto per G., Giampaolo che ha a bordo solo Fabrizio ha un posto libero, ora devo trovare un posto per Rino, la cosa si rivela subito impossibile perché gli equipaggi sono al completo, ripasso ancora un'altra volta tutti gli equipaggi, un viaggio in tre è fattibile, ma in quattro gli spazi si fanno stretti.
Elisabetta a colazione cerca di convincermi assieme a Marco (un altro romano) a non fermarmi " non può perdersi il resto del viaggio per
una persona conosciuta solo per poche ore ", tutti che mi dicono che sto sbagliando compresa Elisabetta che, vedendomi fermo nella mia decisione
mi dice che la metto in difficoltà... non so perché, ma questa volta il mio altruismo mi abbandona, davanti ai miei occhi ho solo il
viso di Evgenia... in questo momento esiste solo lei e... non so il perché..., non riesco a spiegarmi perché, che cosa in lei mi abbia colpito così intensamente da spingermi a prendere una decisione come questa...
Sono disperato, e non lo nascondo, voglio veramente restare... con tutto me stesso... . sto maledicendo la sfortuna che continua a perseguitarmi... . mi
sono fatto in quattro per trovare una soluzione... .piano piano mi sto rendendo conto che non c'è nulla che io possa fare... .sono costretto a
proseguire... ho preso un impegno... ma... arriva Franco (il sardo) che comunica ad Elisabetta ed ai suoi compagni di viaggio Massimo il taxista e Fabrizio (il veterano) che si ferma pure lui... .sono incredulo e felicissimo al tempo stesso... .si è liberato un posto nella macchina di Massimo, non lascio nemmeno il tempo a Massimo per dire OK a Franco che gli chiedo subito se può dare un passaggio a Rino... .la risposta è positiva... .
Nonostante tutto Elisabetta mi manifesta ancora una volta la sua contrarietà, mi spiega che posso ritornare più avanti, ma è inutile... la mia mente è già altrove e le sue parole si perdono nell'immaginarmi la sorpresa che farò stasera ad Evgenia... . Ho le lacrime agli occhi perché sono felice... e non trovo parole per descrivere le sensazioni che sto provando in questo momento.
Ci salutiamo tutti, chi prosegue e chi resta, sono d'accordo con Rino e G. che ci troveremo il 07/08/03 a Gomel da dove proseguiremo nuovamente tutti assieme per Kiev.


Solo il destino poteva far si che Franco (il sardo) avesse deciso di fermarsi anche lui...


Franco a Grodno ha conosciuto Svetlana, anche lui vorrebbe che lei lo raggiungesse a Minsk.
Telefono subito a Tamara (l'interprete che ha accompagnato i bambini bielorussi in Italia), dovevamo incontrarci il giorno prima, ma poi impegni di lavoro da parte sua avevano reso impossibile il nostro incontro.
Tamara ci raggiunge in Hotel verso le 10.00 e con lei visitiamo la città, è molto gentile e disponibile con noi, dopo aver pranzato in un bel ristorante, andiamo a visitare il monumento dedicato ai caduti in Afghanistan che si trova su di un isola in mezzo al fiume Svisloch, sulla stessa isola c'è una piccola fontana con un angelo in bronzo; quando due persone si sposano vengono sempre qui e la sposa tocca l'angelo sulle parti intime come gesto benaugurate per la fertilità, facciamo alcune foto tutti assieme...
Successivamente passo quasi tutto il resto del pomeriggio in camera con Luciano, Franco e Tamara; Franco e Luciano stanno cercando di far arrivare le rispettive ragazze (Svetlana ed Olga) a Minsk, e Tamara sempre disponibilissima li sta aiutando nello scopo telefonando alle ragazze.
Voglio prendere un mazzo di fiori per Evgenia, quindi Tamara mi accompagna in un negozio all'angolo fra la Masherova e la Nemiga street dove riesco a trovare un bellissimo bouchet, sono d'accordo con Evgenia che la chiamerò alle 20.00 ma Tamara mi consiglia di telefonarle subito per avvisarla del fatto che non sono partito, ed anche perché non prenda altri impegni... . Il suo cellulare suona, ma... .nessuno risponde, riprovo e riprovo ancora ma non ottengo nessuna risposta...
Passo più di un ora con il cellulare in mano, avrò chiamato Evgenia almeno 30 volte... ma invano.
Ho il suo indirizzo scritto sul biglietto da visita, chiedo a Tamara se mi può accompagnare a casa sua, ma dobbiamo aspettare la chiamata di Olga, la ragazza di Luciano, quindi è già notte quando prendiamo un taxi e ci avviamo verso casa di Evgenia.
22.13: Durante il tragitto, riprovo ancora a chiamarla, ma come prima, non risponde nessuno, il cellulare squilla a vuoto.
Arriviamo a casa di Evgenia e suoniamo il campanello, risponde una signora alla quale Tamara chiede di Evgenia, otteniamo la risposta che non avrei mai voluto sentire... "qui non abita nessuna Evgenia", mi chiedo perché Evgenia mi abbia dato un indirizzo falso, il numero di cellulare è giusto, ne sono sicuro perché il giorno prima quando stavamo al caffè avevo provato a chiamarla per vedere se il roaming funzionava...
Il taxi ci sta ancora aspettando, Tamara suona nuovamente il campanello e spiega alla signora tutta la situazione le dice che ho conosciuto Evgenia ieri e che invece di partire sono rimasto a Minsk perché volevo stare ancora con lei, scopriamo che la signora in questione è la zia di Evgenia, forse tranquillizzata da ciò che Tamara le ha raccontato, ci comunica il numero di telefono di casa dove lei dice possiamo trovare Evgenia.
22.38: Compongo il numero e passo il telefono a Tamara, la sento parlare ma non capisco nulla, dopo qualche attimo al telefono passato probabilmente a spiegare alcune cose, Tamara mi comunica che Evgenia è a casa e che ci raggiungerà di li a poco... sono al settimo cielo dalla felicità, posso solo abbracciare Tamara e ringraziarla di tutto cuore per tutto ciò che ha fatto...
Tamara mi spiega il perché di tutto questo malinteso; le ragazze di solito non sono mai a casa durante il giorno quindi preferiscono dare l'indirizzo di persone che conoscono, persone che magari sono invece presenti tutto il giorno senza tralasciare poi la questione "sicurezza".
Evgenia ci raggiunge dopo quindici minuti, la abbraccio e la stringo forte... . le do il bouchet con un biglietto scritto in russo da me (Tamara lo aveva tradotto nel pomeriggio ed io lo avevo ricopiato... .), è emozionata anche lei, si vede... subito si scusa con me, ma purtroppo si è dimenticata il cellulare a casa di un amica, quindi non avrebbe potuto rispondere..., Tamara fa l'interprete e mi traduce tutto, ci incamminiamo tutti e tre assieme lungo via Yakubova, Evgenia ancora non si capacita di tutto ciò... . Tamara mi traduce una sua frase, frase che in futuro non dimenticherò mai più; " Non ci credo è troppo bello per essere vero, mi sembra una favola " rispondo, guardandola negli occhi mentre Tamara traduce, che questa non è una favola... è la realtà... . le dico che non sarei mai potuto andarmene senza rivederla ancora e le spiego ciò che è successo la mattina con i miei compagni di viaggio... Evgenia è dispiaciuta di non avere alcuni giorni di ferie...
E' tardi e Tamara rischia di perdere l'ultimo tram quindi dopo averci salutato ritorna a casa, non penso nemmeno più ai dizionari che Luciano mi aveva prestato e che ora si trovano nella borsetta di Tamara... io passeggio ancora con Evgenia... ci teniamo per mano... e continuiamo a parlare in inglese, le insegno alcune parole in italiano... ci sono molte cose che vorrei dirle, purtroppo la limitata conoscenza dell'inglese da parte mia mi impedisce di poterlo fare... ma non importa... gli sguardi che ci scambiamo in questo momento sono sufficienti a farci capire tutto... solo i nostri sguardi sono sufficienti per capire ciò che sentiamo... ciò che le parole non riusciranno mai a descrivere... .


" Ancora adesso quando penso a quei momenti l'emozione mi travolge... com'è normale, emozioni indimenticabili come queste, sono difficili da descrivere con semplici parole, troppi pensieri affollano la mia mente, troppe immagini che si accavallano l'una sull'altra fino a scomparire una dopo l'altra, solo per lasciare il posto al viso di una ragazza che in questo momento sento di amare con tutto me stesso, sarei disposto a fare qualsiasi cosa per lei... mai una persona mi ha colpito così sin dal primo momento... e il solo pensare a quei fantastici momenti mi isola da tutto ciò che mi circonda, nulla sembra esistere più... tranne lei... tranne... quelle due piccole lacrime che la felicità inevitabilmente mi porta, nel ricordare, quei meravigliosi attimi... "


Si è fatto tardi anche per noi due... Evgenia ferma un taxi perché mi riporti in Hotel, (gostiniza Yubileinaja spasiba !!!) ci salutiamo, con la promessa di rivederci la sera seguente.

Martedì 05 Agosto 2003


Mi alzo presto e vado a fare colazione, nella hall trovo anche Francesco e Vincenzo che hanno deciso anche loro il giorno prima di fermarsi a Minsk, a quanto pare anche loro hanno conosciuto delle ragazze... parlando con loro scopro che il problema dell'indirizzo sbagliato non riguarda solo me... mi confermano anche loro ciò che mi è stato detto da Tamara, Vincenzo è incazzatissimo con Elisabetta, ma non riesco a capirne il motivo...
Dopo un po' decido di visitare lo splendido parco che si trova proprio di fronte all'Hotel, attraverso il ponte sul fiume Svisloch e mi ritrovo nel bellissimo parco, che avevo attraversato due sere prima, è veramente bello, con fiori di tutti i colori ed un piccolo monumento al centro.
Mi incammino per Masherova street, ammiro ogni angolo di questa splendida città, il tempo è bellissimo e forse anche questo... ma non solo... contribuisce a renderla tale...


Ricevo uno sms da G., lui e Rino hanno trovato un passaggio da Gomel a Kiev, quindi io e Luciano possiamo fermarci a Minsk un giorno in più !!!
Franco deve verificare se c'è un volo disponibile per il suo ritorno in Italia; una volta che Svetlana se ne ritornerà nuovamente a Grodno lui rientrerà in Italia, e non proseguirà il viaggio con noi, così fuori dall'albergo fermiamo un taxi ed andiamo all'aeroporto.
Il tassista si chiama Ziba, all'inizio siamo molto sospettosi nei suoi confronti, ma durante il viaggio si rivela una persona molto simpatica, io sono seduto dietro con Luciano, mentre Franco sta davanti.
Durante il tragitto, fuori dalla città, scatto alcune foto alle caratteristiche abitazioni del posto.
L'aeroporto internazionale di Minsk si trova a circa 40 Km dalla città, Franco e Luciano entrano in aeroporto per chiedere se è possibile spostare la data di partenza mentre io li aspetto in macchina con Ziba, ci fumiamo una sigaretta insieme, ed incominciamo a parlare, Ziba sa qualche parola in inglese e questo è più che sufficiente per rompere il ghiaccio, è veramente una persona simpatica e ad un certo punto comincia pure a fare l'insegnante di russo; mi spiega molte parole e relativo significato con dei gesti, io mi appresto a scrivere su di un foglio di carta tutte queste parole, quando all'inizio abbiamo contrattato il prezzo del viaggio abbiamo cercato di dargli il meno possibile, ora dopo averci scherzato e parlato assieme per un po', mi sento in dovere di pagargli il viaggio quello che veramente vale, in fondo persone come Ziba cercano di guadagnarsi da vivere solo per mantenere la famiglia.
Ha moglie e due figli, mi descrive i suoi bambini a gesti, ed è veramente bello vederlo gesticolare nel tentativo di spiegarmi il colore dei capelli dei suoi due bambini.
Gli dico di non dire nulla agli altri ragazzi, e mi rendo conto che comunque non avrebbe detto nulla in ogni caso, Franco e Luciano ritornano; tutto Ok, Franco è riuscito non senza qualche difficoltà dovuta alla lingua a trovare un posto disponibile su un volo che partirà venerdì mattina.
Ritorniamo nuovamente in città e durante il tragitto parlo ai ragazzi di Ziba, anche loro iniziano a chiedere come si dice questo e quello ma è molto difficile spiegare certe parole anche a con i gesti, impariamo però la frase che non dimenticheremo mai più... " ya tibià liubliù " (ti amo) ...
Arriviamo in Hotel che è quasi mezzogiorno, mentre Luciano se ne ritorna in camera, io faccio da interprete e mi metto d'accordo con Ziba affinché accompagni Franco in aeroporto venerdì mattina, ci scambiamo i numeri di telefono (sicuramente ritornerò e... non si sa mai... ).
Andiamo a mangiare tutti assieme in un McDonalds, poi, Franco e Luciano rientrano in albergo mentre io vado ad acquistare alcuni Cd; ho sentito alcune canzoni in questi giorni, quindi voglio vedere se riesco a trovare dei Cd che le contengano.
Entro in un negozio di musica e mi rivolgo al commesso spiegandogli (con il mio scarso inglese) quali sono le mie esigenze, incomincio a cantare i motivi delle canzoni che ho sentito ed alla fine esco dal negozio con quattro Cd.
Dovrei anche acquistare dei regali, e dei francobolli per Gianni, il mio meccanico che ha l'hobby della filatelia, Tamara si era offerta di accompagnarmi durante i miei acquisti nel primo pomeriggio, quindi ritorno in Hotel dove trovo Franco assieme a Svetlana e sorella (la mamma delle due ragazze ha permesso a Svetlana di venire a Minsk solo se la sorella maggiore l'avesse accompagnata, verranno ospitate a casa di Tamara), facciamo le presentazioni, quindi dopo aver atteso proprio l'arrivo di Tamara andiamo a fare acquisti, Luciano forse memore della scarpinata fatta il giorno precedente per visitare la città, declina il nostro invito preferendo rimanere in camera a riposare, visti quindi gli sviluppi decidiamo di prendere la mia macchina anche perché così posso portare nel centro di assistenza (che a detta di Tamara è molto lontano) il mio orologio russo acquistato a Grodno che purtroppo si è fermato e non funziona più.
Franco vuole regalare un cellulare a Svetlana, quindi Tamara lo accompagna in un negozio mentre io aspetto in macchina, ci portiamo in centro città, e ci rechiamo in posta dove posso acquistare delle bellissime serie di francobolli per Gianni, Tamara ci porta in un negozio dove possiamo ammirare alcuni bellissimi lavori di artigianato locale, successivamente, sia io sia Franco acquistiamo dei dizionari Italiano - Russo convinti che ci serviranno... (inconsciamente, tutti e due abbiamo già deciso che una volta in Italia studieremo il Russo!!!!)
Ritorniamo tutti in albergo, Tamara deve accompagnare le due ragazze a casa e poi deve andare a lavorare, mentre io alle 18.30 ho appuntamento con Evgenia davanti all'albergo.
Dopo essermi fatto una doccia scendo e trovo Luciano che sta passeggiando da solo, vedo in lontananza Evgenia che sta arrivando con sua sorella Yana, propongo a Luciano di aggregarsi a noi, e lui accetta con piacere, ci incamminiamo lungo Masherova street e prendiamo la metropolitana, andiamo in un bar dove scopro un altro lato caratteriale di Evgenia: le piacciono i dolci... .
Passeggiamo per la città dove ci raggiungono anche Liuba e Valeria, le mie speranze di passare la serata solo con lei sfumano quando mi dice che chiamerà anche Ania affinché ci raggiunga, mi arrabbio con lei, le avevo chiesto di passare la serata da soli, è conscia del fatto che vorrei passare la serata parlando con lei, vorrei conoscerla un po'... faccio per andarmene ma mi trattiene per un braccio, mi chiede il perché voglio andarmene, e le uniche parole che riesco a dirle sono... "Zhenia, I love you", mi rendo subito conto dell'effetto che tali parole hanno su di lei, mi guarda negli occhi e sorridendo mi dice di non preoccuparmi, le sue amiche staranno davanti a noi assieme a Luciano così noi due possiamo parlare... e poi ci vedremo anche domani sera...


" Non mi sono mai chiesto perché le ho detto quelle parole, ma mi rendo conto solo ora di quanto stupido sono stato nel comportarmi in quel modo, già la prima sera mentre stavamo entrando in discoteca avevo provato ad accarezzarle i capelli e lei si era scostata da me, aveva giustificato il suo comportamento con il fatto che ancora non mi conosceva... quindi avrei dovuto capire la situazione... "


Parliamo di tutto, e spesso ci aiutiamo entrambi con il dizionario tascabile che porto con me, non so per quanto abbiamo camminato, ma poi arriviamo in un parco dove ci sediamo a parlare tutti assieme.
Luciano si trova a suo agio circondato da quattro ragazze e non ha nessuna difficoltà nel parlare con loro, dopo un po' ci incamminiamo nuovamente verso l'Hotel, arriviamo in Masherova street quando incomincia a piovere, fa un pò freddo e siamo tutti raccolti sotto un ombrellone, all'esterno di un pub.
Decidiamo di andare in discoteca ma Evgenia e sua sorella non vengono, mi accorgo che Evgenia ha freddo, indossa solo una leggera maglietta, quindi con la scusa di portare il dizionario in albergo vado in camera mia e prendo anche un maglione per Evgenia, li trovo ancora tutti raccolti sotto l'ombrellone, e senza dire nulla metto il maglione sulle spalle di Evgenia, lei sembra rifiutare ma Liuba corre in mio aiuto e la convince a tenerlo, non posso non ringraziare in maniera plateale Liuba per tutto ciò... Evgenia mi guarda e sorride... me lo restituirai domani le dico, ci salutiamo, Evgenia e sua sorella se ne vanno mentre io, Luciano, Liuba, Valeria ed Ania prendiamo un taxi ed andiamo nuovamente allo Shaiba.
Passiamo il resto della serata in discoteca; incomincio a parlare con Ania e Liuba, mentre Luciano sta ballando con Valeria, Ania parla Inglese quindi riesco a sapere molte cose ed inevitabilmente il discorso finisce su Evgenia...
Sono le due di notte passate, quando decidiamo di andarcene, non piove più, quindi ci incamminiamo attraverso il parco ed arriviamo davanti all'Hotel, ci salutiamo, Luciano e Valeria si scambiano i numeri di telefono fermiamo un taxi e lo paghiamo affinché le riporti a casa.

Mercoledì 06 Agosto 2003


E' quasi mezzogiorno quando mi alzo, non so perché ma oggi sono riuscito a dormire fino a tardi, (in Bielorussia sembra che nessuno abbia mai sentito parlare di imposte o tapparelle, gli Hotel ne sono sprovvisti, quindi la mattina, è sufficiente vedere un po' di luce per riuscire a non dormire più.)
Trovo Luciano al bar, è arrivata Olga, accompagnata da Ruslan, mi fermo a parlare con loro per un po', ma poi me ne vado, perché nel primo pomeriggio vado a pranzo con Tamara, Franco, Svetlana e sua sorella.
Tamara vuole portarci in un ristorante italiano, purtroppo arrivati sul posto ci accorgiamo che è chiuso, quindi decidiamo di andare altrove.
Mentre stiamo andando in macchina veniamo affiancati da due motociclisti, che ci fanno segno di accostare; sono una coppia di Gorizia che è giunta fino sin qui con la moto, hanno visto l'adesivo "I" sulla mia macchina quindi ci hanno fermato per chiedere informazioni.
Ci presentiamo tutti, vogliono sapere dove si può trovare un albergo per alloggiare, spiego loro che noi siamo alloggiati all'hotel Yubileinaja in Masherova Street, e ci troviamo molto bene, indico loro la strada, ma per loro orientarsi in questa città e veramente difficile.
In macchina con me ho una mappa di Minsk in Inglese, con una penna e con l'aiuto di Tamara segno loro la strada che devono fare, mi dicono che mi restituiranno la mappa una volta arrivati in albergo... non li rivedrò mai più... (fregato dagli italiani!!!!).
Si è fatto ormai tardi per il pranzo, Tamara propone ai ragazzi di andare a casa sua, accettiamo volentieri, giunti a casa di Tamara Franco si da fare con la moka e ci prepara un ottimo caffè, io e Tamara facciamo alcune foto, poi dopo circa un ora ritorniamo in città, Tamara deve fare la spesa per la cena in un negozio mentre io voglio prendere un braccialetto per Evgenia.
Il negozio si trova sulla strada del ritorno, quindi mentre Tamara ed i ragazzi fanno la spesa, io aspetto in macchina, dove inizio a scrivere un biglietto che accompagnerà il regalo per Evgenia.
Mentre andiamo in città, ancora una volta Tamara mi traduce in russo ciò che ho scritto, non riuscirò a scriverlo io, il tempo che mi rimane è veramente poco.
Arriviamo in città che sono quasi le 16.30, alle 17.00 ho appuntamento con Evgenia, quindi entriamo subito in un grande centro commerciale dove, al terzo piano c'è una gioielleria, scelgo per Evgenia un bellissimo braccialetto in oro bianco, ho bisogno di cambiare un po' di soldi, quindi mi reco allo sportello dei cambi mentre la commessa mi prepara il pacchetto.
Saluto i ragazzi e ritorno in Masherova street vicino alla fermata della metropolitana, telefono ad Evgenia, che arriva in pochi minuti.
Devo farmi una doccia, quindi, mentre sono in camera Evgenia aspetta in macchina ascoltando un po' di musica.
Siamo ambedue senza cena, io, non ho nemmeno pranzato, ci avviamo perciò in un McDrive dove ci prendiamo qualcosa da mangiare, incontriamo Anià, che sta andando a casa.
Usciamo dalla città e ci avviamo verso un lago vicino a Minsk (non ricordo il nome), durante il tragitto Evgenia mi descrive i posti, in riva al lago fa un po' freddo, ci fermiamo in un piccolo parcheggio dove iniziamo a mangiarci i nostri Hamburger, ormai diventati freddi !!!
Ho la radio accesa, le canzoni di Adriano Celentano in sottofondo, traduco ad Evgenia il testo delle canzoni e parliamo di noi due, ancora delle nostre famiglie, ancora della nostra vita.
Nella tasca del sedile ho nascosto il suo regalo, allungo la mano e glielo do, non vorrebbe accettarlo, penso che si immagini il contenuto, ma le dico di leggere il biglietto che lo accompagna;


" questo piccolo regalo per dimostrarti che non voglio un'avventura, vorrei costruire un rapporto basato sulla sincerità e sul dialogo, vorrei donarti quella favola che forse hai sempre sognato, quella favola che vorrei vivere anch'io... una vita... sempre al tuo fianco.. "


E' difficile per lei accettare tutti questi eventi, ciò che le ho detto in questi giorni, ciò che ho fatto... ciò che le ho regalato, è tutto, forse troppo impegnativo per lei, ma voglio che capisca che non sto scherzando, voglio che si renda conto di ciò che sento per lei...
"Give me a kiss" mi dice... ci baciamo per la prima volta, la stringo forte a me... la guardo negli occhi e le accarezzo i capelli... non si scosta più... forse ha scoperto qualcosa in più e .. non ha più paura.
Mi chiedo sempre perché il tempo passi così in fretta in certi momenti, vorrei che il tempo si fermasse per restare ancora con lei, non avrò un altro giorno, domattina io e Luciano partiamo per Kiev, mentre Evgenia deve andare a lavorare.
Ritorniamo in città ed accompagno Evgenia a casa, mi invita a salire un attimo, vive in uno di quei grandi condomini, caratteristici di Minsk, il suo appartamento è piccolo ma carino, lei vive qui con la sorella e con Liuba.
Insieme guardiamo alcune fotografie sue e della sua famiglia, mi parla del padre, fotografato su di una barca in un lago vicino a Rogachev, dove vivono i suoi genitori.
Ci abbracciamo e ci baciamo ancora, il momento in cui dovrò andarmene si avvicina sempre di più, chissà se... e quando la rivedrò ancora...
Mi accompagna alla macchina, ci abbracciamo nuovamente... le prometto che la chiamerò ogni giorno... mi chiede se conosco la strada per ritornare in Hotel; ho una mappa in russo della città di Minsk sulla quale con la penna mi traccia la strada che devo percorrere...


" Non so che cosa avrei dato per potermi fermare ancora, scoprirò solo da li a qualche minuto le tante cose che avrei voluto dirle, le cose che si dimenticano perché le emozioni ti travolgono senza darti il tempo per riflettere, per pensare... quante le cose che avrei voluto fare... solo ora i rimpianti si fanno reali, solo ora penso alle emozioni che ho vissuto in quei giorni, anche adesso, mentre sto scrivendo... alzo gli occhi e guardo sulla scrivania accanto a me... dove c'è ancore quel tovagliolo con scritto...

" It's very preaty to hear about that you think about me. I like It"


Potrei anche pensare, che in fondo è solo un semplicissimo tovagliolo con su scritta una semplice frase ma mentirei a me stesso se lo facessi, se mi convincessi di pensarlo... la realtà è ben diversa... lo accarezzo come se fosse lei, lo prendo con attenzione, come se avessi paura di romperlo, come se da un momento all'altro mi potesse sfuggire come sabbia fra le dita... non è solo un semplice tovagliolo... è molto di più ma..solo io posso capire qual è il suo vero valore.."


Salgo in macchina ma non riesco a distogliere lo sguardo, la vedo che mi sta guardando mentre me ne vado...
Conosco solo il primo pezzo di strada, quindi durante il tragitto mi fermo tre volte per chiedere informazioni, le persone sono tutte disponibili e gentili, compreso l'ubriaco che barcolla vistosamente mentre cerca di trovare sulla mappa il posto dove mi trovo...
Riconosco Nemiga Street, infatti, da li a pochi minuti arrivo all'albergo...

Giovedì 07 Agosto 2003


7.40: Partiamo da Minsk, direzione Kiev abbiamo davanti a noi circa 540 km, non possiamo correre, i posti di blocco sono ovunque; puntualmente incrociamo macchine che ci fanno i fari e puntualmente qualche chilometro avanti vediamo ferme ai lati della strada pattuglie della polizia.
Ci perdiamo anche, ma ritroviamo subito la strada.
Poco prima di arrivare a Gomel vedo ferma sulla strada un'autobotte dei pompieri, non posso non fermarmi; corro sotto il finestrino e grido loro: " ja pajarnik, ja italian pajarnik " (io sono un pompiere, io sono un pompiere Italiano), mi faccio fare una foto da Luciano, li saluto e riprendiamo il viaggio mentre le note delle canzoni dei cd acquistati a Minsk ci accompagnano.
12.00: arriviamo a Gomel, dove per poco non rischiamo di interrompere il viaggio nella maniera più brutta; in mezzo alla strada c'è un tombino senza grata e per poco non ci finisco dentro, lo evito all'ultimo momento..per un pelo... .
13.12: Arriviamo alla frontiera Bielorussa, la colonna è lunghissima, quindi ci fermiamo ed aspettiamo che la colonna vada avanti.
Ne approfittiamo per mangiare qualcosa attingendo dalle scorte che abbiamo in macchina...


Continuo a pensare ad Evgenia, ai momenti passati con lei... ed è proprio in questo momento che sento per la prima volta le note di " Regrets di Myelene Farmer"... sto piangendo, e cerco di nasconderlo a Luciano, forse lui se ne sta in silenzio proprio per rispettarmi...
Vorrei tornare indietro, vorrei tornare da lei... ma non posso, a mezzanotte scade il visto e non avrei il tempo materiale per prolungarlo...


Arriviamo finalmente alla dogana dove consegniamo i documenti, il poliziotto bielosusso che sta nella guardiola è molto gentile, mi spiega tutto ciò che devo fare e mi fa capire che il documento che ho compilato va bene, ho gli occhi rossi a forza di piangere, e la sua gentilezza e disponibilità nei miei confronti di certo non mi aiuta a non lasciarmi andare... ci rechiamo nell'ufficio a fianco dove dobbiamo presentare ancora dei documenti, poi passiamo la frontiera...
Ci lasciamo la Bielorussia alle spalle, e non solo in senso figurato... in Bielorussia lascio anche una parte di me stesso.


" Provo un senso di grande vuoto intorno a me... ciò che mi circonda, ciò che di nuovo vedo attorno a me non mi interessa più... non mi sento di parlare con Luciano, vorrei sfogarmi un pò... forse mi sarebbe di aiuto... ma come sempre in queste situazioni, non riesco a reagire, c'è sempre qualcosa... o qualcuno... che fa si che io mi affezioni ad un posto, qualcosa o qualcuno che rapisce i miei pensieri... qualcosa o qualcuno che mi rende triste quando me ne devo andare... quando devo lasciarlo... forse sono solo reazioni momentanee, forse è una normale reazione a tutto ciò che è accaduto, ma non posso saperlo... quel qualcosa... quel qualcuno... in questo momento ha un nome... Evgenia... "


16.43: Arriviamo alla frontiera Ucraina che passiamo molto velocemente e senza nessun problema, cerchiamo un ufficio di cambio, ma non troviamo nulla, mi fermo spesso per fare alcune foto, sia al paesaggio sia ad un branco di cavalli che ad un certo punto vediamo attraversare la strada davanti a noi, Luciano si sta stufando delle mie continue soste, " tei belin, non arriviamo più se ti fermi a fotografare tutto!!! "
Mi sembra di essere ritornato indietro di quarant'anni, quando passiamo attraverso i villaggi... le persone anziane sedute sull'uscio di casa, alcune sul ciglio della strada mentre cercano di vendere i pochi ortaggi che coltivano in questa terra altamente radioattiva.
Ci fermiamo a lato della strada, chiedo alcune informazioni ad un gruppo di persone, ci sono anche alcuni giovani ed un bambino, fra loro c'è una ragazza che parla Inglese, capisce poche parole, ma anche con i gesti riesco a chiedere perché vivono li e coltivano la loro terra nonostante i livelli di radioattività nel terreno siano ancora alti, si gira verso una signora di una certa età e capisco che le sta traducendo la mia domanda, la signora parla con lei per un attimo poi la ragazza non senza qualche difficoltà mi spiega che questa terra è tutto per loro, vivere nelle città costruite per le persone direttamente colpite dalla tragedia di Chernobyl non è bello, inoltre il governo li ha informati di ciò che era realmente successo, solo molto tempo dopo, il governo diceva loro che non c'era nessun pericolo, solo in seguito l'hanno saputo.
Faccio loro una foto, la signora cerca di nascondersi, mentre la ragazza dice chiaramente "niet " li saluto e riprendiamo il viaggio.
Luciano è sempre più nervoso, siamo a circa 60 Km in linea d'aria da Chernobyl e non vuole sostare per molto tempo in questi posti.
Siamo quasi a secco, ed abbiamo bisogno di fare il pieno di gasolio, decidiamo quindi di fare una deviazione a Chernihiv dove facciamo rifornimento.
Siamo sprovvisti di valuta locale, ma il ragazzo che lavora al distributore accetta volentieri i nostri euro ad un cambio non proprio a nostro favore, non possiamo andare troppo per il sottile, la spia della riserva è accesa già da un bel po', non sappiamo dove possiamo trovare uffici per il cambio ed il ragazzo ci dice in inglese che in città non ve ne sono... quindi accettiamo il cambio che ci viene proposto.
Ritorniamo sulla strada principale per Kiev, e propongo a Luciano di fare una puntatina a Chernobyl:
" Ma tu sei tutto matto!!! " insisto ancora un po', solo per divertirmi alle sue spalle e sentirlo rispondere di no con varie espressioni in dialetto piemontese.
19.23: Mi fermo ancora una volta per chiamare Evgenia, è bellissimo sentire la sua voce, è felicissima di sentirmi, e mi ringrazia ancora per il regalo della sera precedente "It's beautiful " stiamo al telefono per 17 minuti... in roaming internazionale... 42 euro!!!!
22.03: Arriviamo a Kiev ma non sappiamo esattamente dove si trovi l'Hotel Tourist presso il quale è alloggiato il resto del gruppo.
Fermiamo un taxi e lo paghiamo affinché ci accompagni all'Hotel.
Prendiamo possesso delle nostre camere e poi ci rechiamo in un McDonalds a fianco dell'Hotel dove finalmente riusciamo a mettere qualcosa sotto i denti!!
Sono molto stanco, sono stato in macchina per quasi quattordici ore, quindi dopo aver mangiato ritorno in albergo e vado a dormire.

Venerdì 08 Agosto 2003


Visitiamo la città di Kiev, è una bellissima città, molto grande, con noi che fa da cicerone c'è Giancarlo, un simpatico cinquantenne a quanto pare innamorato di questa città, non può mancare da parte mia la visita alla caserma dei Pompieri, i loro mezzi sono alquanto vecchi, ma tenuti con una cura che non ho mai visto, chiedo loro se posso fare alcune foto, quando chiedo al comandante di fare una foto tutti assieme lui grida qualcosa verso la centrale operativa, la ragazza in centrale dice qualcosa al microfono ed in un attimo mi ritrovo circondato da Vigili del Fuoco che pochi attimi prima erano probabilmente nelle camerate, non riesco a farli stare tutti nella foto, quindi a malincuore alcuni di loro si allontanano.
Esco dalla caserma non prima di averli salutati e ringraziati di tutto, mi appresto a raggiungere i miei compagni che nel frattempo stanno ammirando una chiesa nelle vicinanze.
Mangiamo anche oggi in un McDonalds, in centro città, (il cibo Ucraino proprio non mi attira!!!).
Visitiamo la splendida piazza (quella principale... ) dove c'è un bellissimo monumento circondato da fontane d'acqua, sotto la piazza c'è un bellissimo centro commerciale dove ci sono numerosi negozi di stilisti e marca Italiani.
Ritorniamo in albergo che è quasi sera...
19.57: Telefono ad Evgenia, ma cade subito la linea...
19.58: Richiamo nuovamente Evgenia, e sto al telefono con lei per 15.04 minuti... 38 euro!!! poi, successivamente mi reco al McDonalds dove mangio qualcosa con i ragazzi.
Insieme a noi ci sono altri ragazzi giunti oggi a Kiev, e dopo aver mangiato ci rechiamo nuovamente in città per farci una passeggiata sullo splendido viale principale.
Al rientro in Hotel, ci rechiamo all'internet point che sta al primo piano, mando una breve E-Mail ad Evgenia;


"Everytime, when I hear your voice I never can tell you all that I really want, so I'm sorry if sometimes I can't speak with you exactly "

Sabato 09 Agosto 2003


Facciamo colazione in hotel, poi prima del meeting pomeridiano facciamo un giro in città.
La sala del meeting è gremita di persone, fra queste c'è anche un Italiano che vuole fare il furbo (non è iscritto all'agenzia ma sta parlando con una ragazza) qualche ragazzo è arrabbiato con lui anche perché la ragazza in questione è molto carina, Elisabetta avvisata del fatto, a gran voce gli chiede se è iscritto quindi visto che non lo è lo invita a lasciare la sala ma il tipo in questione temporeggia e i due riescono a scambiarsi i numeri di telefono, (siamo molto vicini a loro quindi possiamo vedere e sentire tutto ciò che i due dicono e fanno).
Potrei dire di essere nella stessa posizione di quel ragazzo, nemmeno io sono iscritto all'agenzia, ma sono stato nominato "segretario" quindi la mia presenza non porta malumore negli altri ragazzi, ogni tanto parlo in inglese con qualche ragazza, che vedendomi al fianco di Elisabetta mi chiede informazioni, ve ne sono alcune che mi vorrebbero conoscere, ma parlo con loro solo per un discorso di correttezza e gentilezza, spiego loro che in questo momento c'è già una persona nel mio cuore.
C'è una ragazza che parla molto bene l'italiano, per una volta, preferisco lasciar stare l'inglese e parlare con lei in Italiano, parliamo del più e del meno, ma inevitabilmente anche questa volta il discorso finisce su Evgenia, lei si accorge di quanto la cosa mi faccia piacere: " I tuoi occhi sono diventati più luminosi da quando hai iniziato a parlare di lei, si vede che le vuoi bene "


" Molte volte nei giorni successivi avrò l'opportunità di conoscere altre ragazze, ma pur essendo molto carine e simpatiche, pur essendo a volte meritevoli di una conoscenza più approfondita, i miei pensieri sono sempre per Evgenia, è lei l'unica persona a cui penso, l'interesse e le emozioni che provo quando parlo con altre ragazze non sono nemmeno paragonabili a ciò che sento quando invece penso ad Evgenia, è come se esistesse solo lei, alcune di loro mi chiederanno l'indirizzo E-Mail, ma le mie risposte alle loro E-Mail saranno dovute solo alla correttezza, l'interesse che Evgenia suscita in me è unico ed indescrivibile e nient'altro esiste intorno a me... "


19.09: Telefono ad Evgenia, è sempre più bello sentire la sua voce, si rivela anche un po' gelosa perché continua a chiedermi se ho conosciuto altre ragazze, passo tutto il tempo della telefonata nel cercare di rassicurarla sul fatto che non ho nessun interesse nei confronti delle altre ragazze... 13.48 minuti... 34.99 euro !!!.
Andiamo al McDonalds dove mangiamo qualcosa, poi io, Fabrizio, Massimo, Rino e Luciano andiamo in una discoteca che si trova su di un enorme Battello sul fiume Dniepr, è una discoteca molto bella dove ci divertiamo per quasi tutta la notte.


Domenica 10 Agosto

Partiamo da Kiev direzione Sumy, veniamo fermati dalla polizia che vuole farci una multa perché siamo in colonna, ci sono sei macchine una in fila all'altra e non si può, Elisabetta ormai pratica di queste situazioni, discute un po' con loro, cerca di corromperli e ci riesce privandosi così di una confezione di spumante che forse aveva portato con se proprio in previsione di situazioni simili. Arriviamo a Sumy nel primo pomeriggio, sta piovendo a dirotto, arrivati in hotel, abbiamo solo il tempo per prendere possesso delle camere e darci una rinfrescata che inizia il meeting, sono diventato il "segretario ufficiale" quindi passo tutto il tempo al tavolo con Elisabetta cercando di aiutarla un po', ma vista la mia scarsa conoscenza del russo i miei aiuti sono ben poca cosa...


Basilio (siciliano) e Nicola (leccese) due ragazzi arrivati a Kiev il giorno prima mi propongono di andare con loro a cena, voglio ritirare il mio passaporto per sicurezza, quindi mi reco nella hall dell'Hotel per ritirarlo alla reception, la signora controlla ma del mio passaporto non c'è nessuna traccia, le chiedo gentilmente di ricontrollare e vado su tutte le furie quando mi ripete che non lo trova " Ma come non lo trova !!!!, l'ho consegnato al momento di prendere in consegna la camera" arriva anche Elisabetta che parla con la signora e poi chiede ai ragazzi se per caso l'ha preso qualcuno di loro, la signora alla reception spiega ad Elisabetta che forse lo ha consegnato a qualche altro ragazzo per sbaglio, roba da non credere, " ma qui in Ucraina consegnano i passaporti al primo che passa... ", penso che la signora sia dispiaciuta per quanto sta succedendo, ma senza passaporto potrebbero sorgere non pochi problemi alla frontiera, ed l'idea di rimanere in questo paese non mi attrae nemmeno un po'.
Mando uno sms a G. che si trova in un ristorante vicino, assieme agli altri ragazzi, ma non mi risponde, quindi mi reco da loro per chiedere se qualcuno ha preso il mio passaporto per sbaglio; la risposta è negativa per tutti, ritorno in albergo e trovo il mio passaporto sul banco della reception, la signora a gesti mi chiede di scusarla, ed io le faccio segno che ora è tutto Ok.
19.49: Mentre raggiungo Basilio, Nicola e le tre ragazze che sono con loro per andare in un ristorante nelle vicinanze chiamo Evgenia, alla quale spiego ciò che mi è successo... 8.06 minuti... 21.25 euro !!!
Il locale è molto carino, in mezzo alla sala c'è un caminetto acceso che riscalda l'ambiente ed in sottofondo c'è musica Italiana.
Andiamo a farci una passeggiata per le vie di Sumy, chiacchierando con le ragazze, Elena, una di loro mi sta sempre accanto, Basilio e Nicola mi fanno notare più di una volta che forse le interesso, ma la stessa cosa non vale per me...
Ritorniamo verso l'Hotel, è già tardi e domani ci dobbiamo alzare presto per andare a Dniepopetrovsk, davanti all'hotel salutiamo le ragazze, Elena continua a tirarmi verso di se, vorrebbe abbracciarmi, ma con gentilezza le faccio capire che non è il caso... non riuscirei mai a farlo...

Lunedì 11 Agosto 2003


Dopo aver fatto colazione in Hotel Lasciamo Sumy per recarci a Dniepopetrovsk dove arriviamo verso mezzogiorno, alloggiamo al Hotel Dniepopetrovsk che si trova proprio sulla riva del Fiume Dniepr.
Anche qui ci sono molte ragazze, la sala dove si svolge il meeting è gremita di persone, a fatica riesce a contenerle tutte, aiuto Marketa a portare qualche sedia in più...
Vincenzo il Siciliano rifiuta numerosissime proposte, continua a dire alle ragazze di ritornare da lui solo quando sapranno parlare l'italiano, cerco di convincerlo a non comportarsi così e lui si arrabbia di brutto, lascio perdere e cerco di smorzare i toni... dico a me stesso; " quando troverai la ragazza che veramente ti piace, quella che susciterà in te forti emozioni solo nel vederla, le tue pretese non esisteranno più... "
19.35: chiamo Evgenia, ma in questo momento si trova sul tram, quindi mi chiede di richiamarla fra un ora, nonostante tutto ciò sto al telefono con lei per 5.44 minuti... .15.00 euro tondi tondi !!!
Il meeting è finito, mentre aiuto Elisabetta a rimettere tutto a posto e a caricare il materiale in macchina (quello che si può caricare, visto che le attrezzature più costose vengono portate in camera loro) incontro sulle scale una ragazza che mi sembra un po' smarrita, mi offro di aiutarla e la porto da Elisabetta; sta cercando Fabrizio, al quale invio uno sms per avvertirlo della cosa, ci raggiungerà di li a pochi minuti all'entrata dell'Hotel
Io, Elisabetta, Michal e Marketa andiamo a cena in un ristorante proprio sulla riva del fiume, vicino all'albergo, sono le 20.39, quando prima di entrare nel ristorante chiamo nuovamente Evgenia, le racconto del viaggio, e le descrivo i posti... ancora una volta mi chiede quante ragazze ho conosciuto, ed ancora una volta le spiego che le altre ragazze non mi interessano... nella mia vita..ora..c'è solo lei: " in my life there is an only person, and this person is called Evgenia " 9.07 minuti... 23.75 euro!!!.
Nel ristorante ci sono anche gli altri ragazzi, quindi dopo aver cenato con Elisabetta, Michal e Marketa prendiamo la macchina e vado con loro in una discoteca vicina, è meravigliosa, si trova all'interno di un vascello stile piratesco ed è circondata da un parco tutto nello stesso tema, purtroppo all'interno vi sono pochissime persone, inoltre la musica è assordante, non si riesce nemmeno a parlare se non gridando molto forte.
Io e Luciano decidiamo di ritornare in hotel, mentre Massimo e gli altri decidono di fermarsi lo stesso.

Martedì 12 Agosto 2003


9.27: Dopo aver fatto colazione in hotel, partiamo per dirigerci a Simferopol, in Crimea ma subito ci perdiamo, ci ritroviamo infatti nella parte alta della città fra viuzze e stradine dalle quali nessuno di noi sa uscire, Michal chiede informazioni quindi dopo aver ricevuto delucidazioni in merito ripartiamo.
Durante il tragitto ci perderemo ancora una volta, ma ormai non ci facciamo più caso, in fondo questo tipo di imprevisti è normale e contribuisce a rendere il viaggio ancor più bello.
Verso mezzogiorno ci fermiamo in un ristorante sulla strada per Simferopol, G. rimane in macchina per giocare con la sua macchina fotografica digitale e per ammirare le foto delle ragazze che ha fatto durante il viaggio.
Nel tavolo a fianco a noi c'è un gruppo di uomini con alcune ragazze, sembra di vedere un incontro in stile "Cosa Nostra", al collo catene d'oro grosse un dito, senza contare la loro mole, il tavolo è pieno zeppo di bottiglie di Vodka vuote ed ogni tanto ci sorridono, la cosa comunque non tranquillizza qualcuno di noi...
Su consiglio di Elisabetta ordiniamo da mangiare, il primo piatto è molto buono, si tratta di tortelli ripieni di carne immersi in una sugo di burro, ma il secondo, è una specie di gamberone pescato dalle acque del fiume Dniepr, provo ad aprirlo per assaggiarlo ma il solo pensiero che sia stato pescato nel Dniepr e l'aspetto del contenuto mi portano a rifiutarlo, uno degli uomini seduti accanto si alza dal tavolo e viene verso di me, ha notato che non ho nessuna intenzione di mangiare quindi dopo avermi chiesto se può prenderlo, con le mani se lo mette tutto in bocca, raccogliendo con le dita i pezzi sparsi sul piatto, forse non pago della cosa solleva il piatto e beve il liquido in esso contenuto, mentre i suoi compagni ridono a più non posso, non posso non notare le espressioni di disgusto di Luciano e Marketa.
Ci viene offerta della vodka, ma molti di noi rifiutano, se la polizia ti ferma ubriaco al volante sono guai seri, Basilio che non ha questo tipo di problemi, accetta volentieri e ne beve un bicchiere tutto d'un sorso, gli uomini seduti al tavolo si complimentano con lui, ma Elisabetta lo avvisa di quanto potrà star male in seguito, non essendo abituato a questo tipo di libagioni.
Durante il viaggio veniamo anche fermati dalla polizia ma non è nulla di grave, vengo rimproverato per la velocità, e le ormai conosciute parole "nie pa niemaiu " mi aiutano anche questa volta a passarla liscia... ..
20.00 c.a. Arriviamo all'Hotel Moskva a Simferopol quando è già sera, delego il mio compagno di stanza per il disbrigo delle formalità, consegnandoli il mio passaporto, siamo in viaggio da questa mattina quindi molti dei ragazzi dopo aver preso la stanza preferiscono andare in camera a dormire.
20.06: Chiamo Evgenia ma la linea cade subito, nel frattempo ci sono problemi con le camere quindi mi devo recare alla reception per sistemare le cose.
20.31: Dopo aver risolto il problema camere richiamo nuovamente Evgenia, è appena arrivata a casa dal lavoro, le chiedo come sta, poi parliamo un po' della mia giornata, prima di riattaccare, per la prima volta le dico: " I miss you " la sua risposta è ancora più bella... : " me too "... . 10.47 minuti... 27.50 euro !!!.

Mercoledì 13 Agosto 2003


Facciamo colazione in albergo e poi ci rechiamo a visitare la città, voglio anche scrivere alcune cartoline, se non le spedisco oggi non le spedisco più...
Simferopol è una grande città e forse meriterebbe un po' di tempo per essere visitata, purtroppo però il tempo è l'unica cosa che non abbiamo, quindi andiamo in un McDonalds dove mangiamo qualcosa.
Il meeting di Simferopol è l'ultimo che faremo; io, Rino e Giampaolo ritorneremo in Italia mentre G., Luciano e gli altri ragazzi si fermeranno ancora qualche giorno qui in Crimea perché vogliono visitare la splendida città di Yalta situata sulle rive del mar Nero.
Molti ragazzi, come me, hanno conosciuto una persona particolare durante il viaggio, quindi le conoscenze che fanno a questo meeting sono piuttosto superficiali, c'è una signora che ha accompagnato la figlia, la mamma è stata sposata con un imprenditore Italiano e proprio per questo motivo conosce molto bene l'italiano, parliamo assieme solo un'attimo perché poi Rino ha bisogno di me; ha conosciuto una ragazza ma sia lei, sia lui non conoscono nemmeno una parola di inglese, quindi con l'aiuto di una sua amica che invece lo parla, cerco di fare un po' da traduttore... finalmente anche l'ultimo mio compagno di viaggio sembra abbia trovato una ragazza interessante... .
Alle 17.00 Elisabetta chiude il meeting, per me è l'ultimo che faccio assieme a lei, per l'ultima volta la aiuto nel mettere a posto le cose poi facciamo una foto di rito tutti assieme.
Solo Marco e Vincenzo proseguiranno il viaggio andando in Russia.
Elisabetta, Michal, Marketa, Marco e Vincenzo sono pronti per partire, salutiamo i compagni di tante avventure, i compagni con i quali siamo stati per quindici giorni, abbraccio forte Elisabetta e la ringrazio per tutto ciò che ha fatto, (ci sentiremo presto per telefono... ) faccio altrettanto con Michal e Marketa, infine saluto anche Vincenzo e Marco.
Per l'ultima volta andiamo al McDonalds tutti assieme, poi dopo esserci salutati i ragazzi vanno a farsi un giro in città, mentre io, Giampaolo e Rino ritorniamo in albergo per pianificare il viaggio di ritorno.
19.51: Chiamo Evgenia... le spiego che non posso stare molto al telefono, c'e Giampaolo che mi aspetta... è comprensiva... 7.51 minuti... 19.99 euro!!!


" Più di una volta Evgenia mi ha detto sono felice di sentirti ogni giorno ma le telefonate sono molto costose, anch'io sono felice di poterla sentire ogni giorno... i soldi non sono importanti... c'è qualcosa in questo momento che lo è molto di più... "


In albergo troviamo Basilio e Nicola, (non ricordo se domani partono per l'Italia pure loro oppure no!) ci scambiamo gli indirizzi quindi dopo esserci salutati ed aver bevuto un ultima birra assieme io e Giampaolo andiamo in camera, mentre Rino va a dormire.

Giovedì 14 Agosto 2003


04.00: Partiamo prestissimo da Simferopol, davanti a noi abbiamo molta strada da fare e la nostra intenzione è di arrivare quasi al confine con l'Ungheria.
Ho problemi con il contachilometri, (ancora dal giorno della partenza da Rovereto!!!), non posso vedere la mia reale velocità, ed i controlli della polizia sono continui, quindi Giampaolo farà da battistrada insieme a Rino mentre io starò dietro.
10.00: Nikolayev
13.14: Puskovo
14.30: Uman
15.00: Giampaolo viene fermato dalla polizia per eccesso di velocità, mi fermo anch'io un po' più avanti, va in "ufficio" (sembra più un tugurio!!!) e ne esce di li a poco: 40 Grivne di multa (circa sette euro).
Dopo avergli raccomandato di andare piano e prestare attenzione alle macchine, che provenienti in senso contrario continuano a segnalarci la presenza della polizia, risaliamo tutti in macchina e ripartiamo.
Dopo esserci fermati sul ciglio della strada per mangiare qualcosa, proseguiamo e ci fermiamo più avanti presso un bar dove prendiamo un caffè.
16.11: Vinnica
16.15: Siamo appena fuori dalla città di Vinnica che Giampaolo viene fermato un altra volta dalla polizia sempre per eccesso di velocità... questa volta se la cava con 30 Grivne di multa.
Sono arrabbiato con lui, perché sembra proprio non vedere i cartelli che preavvisano dei posti di blocco...
18.50: Chmel'nickij
20.40: Ternopoli
21.43: Berezany, ci fermiamo anche perché devo telefonare ad Evgenia... 11.16 minuti... 28.75 euro!!!
24.00; Stryj, arriviamo in questa piccola città e decidiamo di fermarci per la notte, giriamo a lungo alla ricerca di un Hotel ma quelli a cui ci rivolgiamo sono tutti pieni, nessuno ha camere disponibili, siamo molto lontani dalla frontiera, e proprio per questo la cosa ci sembra impossibile considerato anche il fatto che questa città probabilmente non ha nulla da offrire, in giro non troviamo anima viva tranne un taxista che si offre di accompagnarci in un hotel che sicuramente ha delle camere disponibili.
Arriviamo all'hotel e mentre io sto in macchina, Giampaolo entra per verificare se ci sono camere disponibili, tutto Ok, le camere ci sono e l'Hotel sembra anche tenuto bene.
Non sappiamo il perché, ma il tassista non se ne è ancora andato, chiedo a Giampaolo se il parcheggio è custodito, forse vedendo che indichiamo il parcheggio interno, il taxista ci dice che le macchine possiamo lasciarle fuori, le sorveglierà lui!!

Venerdì 15 Agosto 2003


Sono le 00.50, io e Giampaolo ci guardiamo negli occhi e decidiamo di proseguire lasciando perdere anche la stanchezza che ci portiamo addosso.
Ci giriamo e ripartiamo immediatamente con il taxista che ci viene dietro, sia io che Giampaolo acceleriamo ma non ci accorgiamo di sbagliare strada, arriviamo ad un incrocio, in mezzo alle colline dove non vediamo nessuna segnaletica decidiamo perciò di ritornare indietro.
Troviamo la strada giusta e proseguiamo, iniziamo ad inerpicarci sui monti Carpazi, non incontriamo anima viva, ci fermiamo lungo la strada per pulire i vetri, Giampaolo ha qualche problema con i fari che non gli permettono di vedere bene, passo davanti io e proseguiamo per un altro po'.
02.20: Sono stanchissimo, gia poco tempo prima avevo avvisato Giampaolo e Rino che se avessi trovato un posto adatto mi sarei fermato a dormire, giungiamo in questa piazzola dove ci sono anche numerosi tir fermi, ci infiliamo in mezzo a due di loro e ci mettiamo a dormire.
07.30 dopo esserci svegliati riprendiamo il viaggio di ritorno.
07.33: Karotsiv
La strada diventa molto scorrevole, arriviamo a Mukachevo, e successivamente a Uzgorod dove ci fermiamo in un negozio per prendere qualcosa da mangiare..andiamo in città dove da un Internet Point sia io che Giampaolo inviamo delle E-Mail, lui ad Elena, io a Evgenia.
Mentre Giampaolo sta ancora scrivendo io e Rino ci facciamo un giro in città, ne approfitto anche per fare la scorta di sigarette.
Arriviamo a Chop dove passiamo la frontiera con l'Ungheria senza alcun problema.
In Ungheria dopo aver imboccato l'autostrada vedo che Giampaolo non si è fermato ad acquistare la vignetta, prima che la polizia ci fermi usciamo e ci rechiamo in una stazione di servizio dove prendiamo due " vignette " per le macchine.
In autostrada possiamo aumentare l'andatura e nel pomeriggio arriviamo al lago Balaton.


20.37: Entriamo in Croazia, cerchiamo un Hotel, Giampaolo è molto stanco e non se la sente di proseguire, io invece sono deciso a fare tutta una tirata fino a casa.
In frontiera non si trova nulla ma il barista di un caffè ci consiglia un buon albergo in una cittadina a pochi chilometri di distanza.
21.12: chiamo Evgenia, ho solo pochi minuti per avvisarla che va tutto bene, la richiamerò più tardi... 4.56 minuti... 8.33 euro!!!
Riprendiamo il viaggio ed arriviamo all'hotel che ci è stato segnalato.
21.56: Mentre Giampaolo sbriga le formalità, chiamo nuovamente Evgenia e le dico che Giampaolo si ferma in Hotel, mentre io e Rino proseguiamo... 5.34 minuti... 10.00 euro!!!
Salutiamo Giampaolo e risaliamo in macchina, io e Rino non ci fermeremo più, se non per darci il cambio alla guida.
Attraversiamo la Croazia e successivamente la Slovenia, entriamo in Italia la mattina presto.
Ci fermiamo ancora una volta per darci il cambio, Rino è molto stanco e appena sale in macchina si addormenta.
Arriviamo a Rovereto alle 07.48, porto Rino al parcheggio dove ha lasciato la macchina, ci salutiamo ma prima mi faccio promettere che si fermerà nel piazzale dell'autostrada per riposare qualche ora prima di riprendere il viaggio di ritorno verso Rimini, lo avverto che manderò a controllare i miei amici carabinieri affinché si accertino della cosa.
Accompagno Rino alla strada per il casello autostradale di Rovereto Sud, ci salutiamo ancora una volta poi ci lasciamo.
Mentre vado a casa chiamo M. il mio amico carabiniere che è in servizio questa mattina, gli spiego la cosa e dopo avergli dato il numero di targa della macchina di Rino lo prego di verificare se Rino si fermerà al parcheggio per dormire.
(Sentirò Rino in serata e mi confermerà di aver visto la pattuglia dei carabinieri proprio al parcheggio dell'autostrada!!!!)

"Ho lasciato, dopo averlo salutato, l'ultimo dei miei compagni di avventure.. solo adesso mi rendo conto di quanto sia stato bello questo viaggio assieme a loro, penso a tutto ciò che abbiamo passato, a tutto ciò che abbiamo vissuto assieme, ritorno in Italia con la mente piena di ricordi, con le persone conosciute, con le amicizie che sono nate durante questo viaggio... con le emozioni che abbiamo condiviso insieme... con una persona nel mio cuore... "


Emiliano

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pagina scritta da Emiliano e curata da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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