12 agosto, giovedì | Simferopol |
| La colazione in questo albergo è spaventosa. È il secondo giorno che la facciamo qui, ma tentiamo un'altra volta... Niente da fare: questo è
il risultato: pesce freddo con riso, minestrina di latte, una fetta di torta bagnata e lo yogurth |
|
|
Mentre carichiamo le ultime cose prima della partenza incontriamo due nostri vecchi clienti: Leopoldo e il "tedesco", quest'ultimo insieme alla fidanzata che
aveva conosciuto con noi. Ci dicono che sono qui per farsi le vacanze in Crimea. Leopoldo e il "tedesco" si sono conosciuti anche loro due durante i meeting di qualche anno fa e si
frequentano ancora in amicizia. Ridiamo e scherziamo, soprattutto col tedesco, visto che un tempo giurava e spergiurava che in Ukrajna in
macchina da solo non avrebbe mai avuto il coraggio di andare. E invece...
Maurizio ci chiede in prestito due cq, ne abbiamo cinque e andiamo in russia solo in tre macchine, glieli do e li mette in macchina
.. e salutiamo Marketa che oggi parte con Marco in treno per Kiev
|
12 agosto, giovedì | Sudak |
|
La strada è lunga e vogliamo far presto: Michal mi ha di nuovo convinto a passare per Sudak, dove siamo già stati nel '99 e dove io avevo rischiato, per causa sua,
un infarto per lo spavento. D'altra parte Alice e Debora non ci sono mai state e quindi, a malincuore, cedo.
Accompagnamo ancora Loris ad Aluschta, non ci sta in macchina con gli altri, hanno deciso di passare qualche giorno al mare..
Quando ci fermiamo a far benzina vediamo Gianni che tira fuori le valige dalla macchina, le apre, tira fuori i vestiti... cosa capita? Ha perso
la carta di credito! Vuole tornare indietro, ragioniamo. Ripercorre col pensiero tutta la serata di ieri, giunge alla conclusione che la carta o
è ancora tra i suoi vestiti o gli è caduta in camera. Vuole tornare, poi però ho un'idea, chiamiamo qualcuno che è ancora in albergo e gli
chiediamo di andare a vedere. Telefoniamo a Marketa, poi a Marco: dopo mezz'oretta ci dicono che si sono fatti aprire la stanza da una
cameriera, che hanno guardato dappertutto, ma in camera c'è soltanto un paio di calzini sporchi!
Decidiamo che la denuncia la può fare a Rostov, per il momento chiama in Italia che qualcuno fermi la carta...
|
|
quindi scendiamo al mare ad Aluschta e poi, costeggiando ci dirigiamo verso Sudak
|
|
|
|
|
arriviamo al mare che il tempo peggiora, si mette a piovere, ci fermiamo in un paesino caotico a mangiare. Le bimbe vanno a fare il bagno mentre
noi ordiniamo schaslik
|
|
|
Poi risaliamo e riscendiamo diverse volte, piove a catinelle e la gente non sta in spiaggia, sono tutti per le strade, (o in cielo) non si va avanti..
Intanto ci accorgiamo di avere 4 cq e non tre.. come è possibile, ne ho dati due a Maurizio... Alice però si ricorda che prima di partire è
arrivato Ferruccio portando uno dei due cq. né Alice, né Ferruccio sapevano che avevo prestato il carica cq e il secondo per fare la coppia!!!
|
|
|
e finalmente arriviamo a Sudak, piove che Dio la manda, io sono furiosa, non ho nessuna voglia di andare sulla fortezza sotto la pioggia, ma io
ci sono già stata e non ho la curiosità di vedere... Tutti quanti infatti si armano di ombrelli e cominciano la salita. Io li aspetto
giù. Vado a vedere un internet cafè, ci sono 5 computer e la coda fuori... Vado al bar a bere un caffè, l'attesa sarà lunga
(scrive Alice)
La fortezza di Sudak è meravigliosa, ne osserviamo ogni anfratto. Michal ci indica la strada dove è andato lui nel '99, scomparendo per ore e
ore.. ed è spaventosa! Mi piacerebbe andarci ma della sua pericolosita' devono essersene accorti anche i gestori del sito, che ne hanno
bloccato l'accesso che costeggiava una torre. È larga all'incirca un metro, a strapiombo.
Erlacoste è affascinato e domanda ogni cosa a Michal, che spiega e osserva me e Debora quasi con paura, visto che ogni scala è priva delle
protezioni necessarie e delle ringhiere e la gente è tanta, bisogna fare attenzione.
Ad ogni modo è davvero un luogo magnifico. È vero che la strada per raggiungerlo è tortuosa, ma ne vale la pena..
|
|
|
Al terzo caffè li vedo scendere, cioè riconosco gli ombrelli... finalmente. Sono preoccupata: la strada tra le montagne, sotto la pioggia..
|
|
|
Dopo Feodosija c'è un lungo tratto che costeggia il mare e decidiamo di fermarci a fare il bagno. Le bambine corrono in acqua, Michal, Emilio e Gianni
anche. Io resto in spiaggia a tirar su di morale Guido che non vuole più mandare SMS alla sua ragazza dicendo che lei non gli ha risposto al
suo ultimo... Nel frattempo arriva
SMS di Bowie:
scelta fatta, Margherita Krivoj rog. Ci siamo dati app. per sabato a Kiev. sperem....x ticket aereo dom 15 è esaurito. preso il
14 pom. un bacio a debora
|
|
|
Arriviamo a Kertch col buio, cerchiamo l'albergo, lo troviamo. Scendo io: una hall spaventosa, buia e polverosa, a sinistra la reception dietro a una grata di ferro che sembra di
essere in prigione, nelle prigioni dell'ottocento. Dietro due donne, una giovane e una vecchia
Dobry vecer, nam nuzhno citiri komnati, my vossiem celavieka
(Buona sera, avete quattro stanze? Siamo in otto)
[le due si guardano, ridono] Komnati? niet,niet!
Come no? Pazhaalsta, tolko tri, [tre soltanto], dlja citiri, dlja tri i adnaluskovi [una quadrupla, una tripla e una singola]
Non non ne abbiamo...
Ma non è possibile!![chi vuoi che ci sia in un albergo del genere, è deserto, oramai ho capito che le stanze ce l'hanno ma non vuole darcele,
ridono, continuano a ridere]
Voda niet! [Non c'è l'acqua! hai capito il problema? ]
Ok, ok, charasciò
Esco e dò la bella notizia, ed arrivano tutti con i documenti
|
|
Le stanze in definitiva ce l'avevano, orrende ma c'erano. L'acqua niente, nei bagni decine di bottiglioni pieni d'acqua maleodorante. Ci danno 2 doppie, 1 tripla e una
singola per Emilio. Noi andiamo a dormire subito, ma prima con Emilio vado a mettere la macchina in un parcheggio a 200 metri. I ciccioli invece escono ancora con le bambine
e vanno a cena in città
(scrive Alice)
A cena mi sento una responsabilità enorme: sono l'incaricata alle ordinazioni, visto che un pochino di russo dopo svariati giorni di
viaggio lo capisco e di menu mi interesso sempre....
La mia soddisfazione nel riuscire a cavarmela.. ordino per tutti!!!
|
13 agosto, venerdì | Kertch |
|
Sveglia alle 5.30. Scopriamo che l'acqua nell'hotel è tornata.
Alle 06.40 arriviamo in frontiera. Andiamo a comprare i biglietti per il traghetto tenendo le macchine in coda, ma il traghetto delle 7.30 parte
che noi siamo ancora prima del cancello. Aspettiamo quello delle 9.30. Quando siamo in frontiera, esattamente come l'anno scorso ci chiedono la
dichiarazione fatta in frontiera (entrando in Ukraina).
Naturalmente, sapendolo, noi avevamo scritto nel modulo tutti i soldi che avevamo anche se il
frontaliere che parlava italiano diceva che non serviva. Ora siamo a posto.... No, ci dicono, non è a posto, avete più di 1000 euro a persona... Questa è nuova,
rifaccio le dichiarazioni, siamo in quattro e ci stiamo, invece Emilio è in macchina da solo e li supera. Comincia così una discussione interminabile, ci portano un
libro e ci fanno leggere, chi non è residente non può uscire con più di 1000 euro...
Una discussione che non finisce più, ci fanno uscire, poi vogliono parlare solo con Michal, infine si risolve e ci fanno passare. Aspettiamo
poi ancora una buona mezz'ora i tre ciccioli che erano dietro di noi
|
| Quest'anno non è più proibito fotografare? Nessuno ci dice niente e Michal fotografa la frontiera, la costa ukraina
|
|
|
|
|
.. e questa è la costa russa
|
|
|
i ciccioli mi chiedono se prendo il caffè.. questo è il bar
|
|
|
|
Ora siamo in Russia
|
|
|
Arriviamo fino a Pavlovskaja, la città buia, (non c'è nemmeno un lampione) nell'albergo che conosciamo già, troviamo le
stanze, una quadrupla per noi con il bagno, una doppia per Gianni e Roberto, e due singole per Emilio e Guido. Le bimbe, anche se è tardi escono ancora
con i ciccioli a fare un giro
|